Benevento

Ha scelto di raccontare ad un giornale il suo caso. Per evidenziare la situazione con la quale ha dovuto fare i conti. Quella di un giovane che, costretto ad emigrare all'estero per lavorare, ha incassato il no, al rientro nel suo Paese, alla prescrizione per una prestazione medica in regime di convenzione. Insomma, sborsando solo il ticket. Per lui, gli è stato spiegato, non è possibile.“Ho assoluto bisogno di quell'esame, pagherò per intero ciò che c'è da pagare”, dice con un mezzo sorriso piegato da una evidente amarezza.

Lui è di Benevento, non ha neanche 25 anni e da più di tre è in Inghilterra, dove risiede. Fa il cameriere in un locale, è l'occupazione che gli consente di tirare avanti nella speranza di un futuro migliore. Nessuna prospettiva in Italia e nel Sannio, per questo nel 2013 aveva deciso di volare Oltremanica.

I suoi problemi sono iniziati un mese fa, legati a perdite ematiche che hanno reso necessario, in tre occasioni, la corsa al pronto soccorso. Comprensibilmente preoccupato come chiunque altro al suo posto, ha pensato di tornare a casa e farsi visitare da uno specialista di fiducia. Che, dopo aver vagliato i risultati delle analisi praticate in Inghilterra, lo ha tranquillizzato e gli ha consigliato di sottoporsi comunque ad una colonscopia. Per fugare ogni dubbio.

Ecco perchè il malcapitato si è rivolto al medico di famiglia, convinto che avrebbe potuto usufruire del Sistema sanitario nazionale. “Non posso farti alcuna ricetta, risiedi lì...”, ha replicato il dottore, restituendo la tessera sanitaria che il suo interlocutore gli aveva allungato. Niente da fare, dunque. Non potrà attutire la spesa, sarà tutta a suo carico. “Non importa, tirerò ancor di più la cinghia per versare l'importo... Non ho alternative, quell'esame è importante”, conclude il giovane. Uno dei tantissimi andati altrove a caccia di fortuna. Un storia tutta italiana.