di Andrea Fantucchio
Non si ferma il lavoro incessante dei soccorritori impegnati a Penne. Vigili del fuoco, alpini, volontari, unità cinofile, che scavano senza sosta. Fra ghiaccio, neve, macerie dell'Hotel Rigopiano. Travolto tre giorni fa da una valanga.
(Clicca sulla foto di copertina e guarda il video dell'ultimo salvataggio nella notte) - (A fine articolo gallery con le foto di questi giorni)
Nella notte e durante questa mattinata dalle macerie sono stati tratti in salvo altri superstiti. Ora sono nove in totale le persone salvate in questi giorni. Fra i quali quattro bambini (A fine articolo tutti i nominativi). Tra le centinaia di soccorritori giunti da tutta Italia c'è spazio anche per i caschi rossi irpini. Vigili del fuoco che si stanno distinguendo per impegno e coraggio.
Ieri un altro intervento che li ha visti protagonisti. Sei persone tratte in salvo dalle macerie. C'era anche una bimba. Un salvataggio che ha riacceso le speranze di una nazione intera. Italia che col fiato sospeso aspetta che si compia un altro miracolo della vita.
Ieri è stato tratto in salvo ragazzino. Il video dell'intervento ha fatto il giro d'Italia. «Chicco!»: Urlavano entusiasti i caschi rossi. Poi pacche sulla schiena, urla di gioia, abbracci. Testimonianza visibile e spontanea di una preoccupazione che accompagna i soccorritori dall'arrivo a Penne. La preoccupazione di chi ha sulle spalle il fardello e la responsabilità di altre vite. Un peso al quale si somma l'attesa di che è a casa, col fiato sospeso, aspettando il loro ritorno. Mogli, madri, fidanzate, che con trepidante apprensione seguono gli interventi dei loro congiunti e pregano affinché vada tutto bene.
Col passare delle ore, infatti, la situazione si fa sempre più pericolosa anche per i soccorritori. I rumori che vengono dall'hotel indicano parti dell'edificio che cedono. Corrose dal ghiaccio e dalle temperature rigide.
Di notte la temperatura è scesa fino a – 16°. Ma anche nelle ore notturne non si spegne la luce di speranza dei soccorritori. Armati di cellule fotovoltaiche continuano a cercare nella neve. Proprio due irpini hanno guidato i carroluce alla ricerca di altri sopravvissuti.
Per ora cinque vittime accertate e ventitré dispersi. Nebbia e piogge rendono più difficoltosi gli interventi di salvataggio. Ma nessuno molla di un passo. Finché ci sarà una sola speranza di salvare una vita, tutti resteranno al proprio posto.
Ecco le nove persone recuperate finora: Samuel Di Michelangelo, Edoardo Di Carlo, Gianfilippo e Ludovica Parete, Adriana Vranceanu, Vincenzo Forti, Giorgia Galassi, Giampaolo Matrone e Francesca Bronzi.