Lo chiamano Zadankai, che in giapponese sta a significare, riunione di discussione aperta a praticanti buddisti e non. ll punto di partenza di quello che viene definito come un giardino di felicità e pace. Alla base delle riunioni c'è lo spirito dell'o?erta del proprio tempo ma anche delle esperienze realizzate fra un incontro e l'altro al fine di raggiungere la Buddità, un cammino verso la felicità individuale e collettiva.
In Campania sono circa 3000 i praticanti di questa religione, terza per diffusione in Italia, dopo il Cristianesimo e l'Islam, con un numero di circa 80.000 credenti, riconosciuto come Istituto mediante decreto del Presidente della Repubblica nel 2000.
A Benevento nella sala di via Nicola Giustiniani si sono riuniti gruppi provenienti dal Sannio e Ariano Irpino dando vita ad una domenica di grande familiarità tra esperienze, interventi, musica, spettacolo e recitazione del Gongyo. (Nella foto ci sono praticanti e non oltre a qualche familiare che ha voluto conoscere per la prima volta questo tipo di religione ed esperienza). Si è partiti dal sostenere come in Italia e nel mondo, sia sempre più diffuso il buddismo di Nichiren Daishonin.
Nell’invito della giornata beneventana, un messaggio sulla felicità tratto dal libro Giuseppe Cloza per conoscere la Soka Gakkai e incamminarsi in un viaggio immaginario di avvicinamento all'associazione.
“C'è felicità e felicità. Ce n'è una fuggevole e relativa, perché legata a qualcosa fuori di noi. E ce n'è un'altra, indistruttibile e assoluta, che si trova dentro ognuno. Non in un altro mondo lontano dalla realtà di tutti i giorni, o in un'altra vita. Non riservata a pochi, ma neppure facile da ottenere senza sforzi. È la chiave d'accesso a una nuova dimensione umana. Dà un altro senso al tempo e all'esistenza. Si chiama Buddità.”
Molto toccanti e penetranti le varie esperienze di vita raccontate, tutte orientate verso un’unica direzione: la gioia interiore. La forza di vivere allontanando la depressione e l'oscurità:
“Siamo noi che dobbiamo essere i padroni della nostra mente. Tutto dipende dalla direzione che riusciamo a dare al cuore. Avere il coraggio di dire, non ho paura di niente fino a diventare da un semplice stelo, querce stabili, vincere sui limiti, senza distinzioni, mettersi alla prova ogni giorno, risvegliare una natura che esiste dentro di noi, far nascere gioia e gratitudine, passare dalla felicità relativa a quella assoluta, indistruttibile alzare come Maradona, la coppa della vittoria sulla vita.”