Avellino

 

 

 

di Simonetta Ieppariello

Ha portato la danza moderna 36 anni fa ad Avellino. Una svolta epocale per una città assopita nelle sue consuete abitudini e disciplina. Eppure con lui venne il cambiamento, la rottura degli schemi e la danza che seguiva figure e ritmi moderni. Con lui hanno danzato con lui intere generazioni di ragazzi e ragazze. Liviu Balaceanu vogliamo ricordarlo così nella sua sala, che si inchina per un saluto al pubblico. Ordinaria emozione ricordare i suoi movimenti in quello spazio accarezzava da sapiente artigiano dell'immateriale. Il maestro Liviu Balaceanu si è spento venerdì nella sua terra. Era tornato in Romania due anni fa. Poi i mesi trascorsi nella sofferenza di una malattia. Ieri la messa, alle ore 18, nella chiesa del Santissimo Rosario lungo il Corso Vittorio Emanuele.

Disciplina e dedizione i due ingredienti di un modo di insegnare che ha impresso creatività e modernità alla danza ad Avellino.Fu la svolta. Tantissime bambine e ragazze decisero di provare. Divenne un fenomeno in poco tempo. Sempre più iscritte in quella palestra nel Parco Abate. 

I saggi divennero l'evento a corredo finale. Tutti i ragazzi correvano a guardare quelle ragazze splendide ballare in quella maniera nuova. Prima di Liviu c'era solo la danza classica. Con l'arrivo di quel ballerino rumeno tutto cambiò. I saggi erano eventi. Parteciparvi trasmetteva una incredibile voglia di danzare, con lui, il maestro venuto dalla Romania, bello ed elegante, sinuoso e veloce.

Tantissime allieve e allievi piangono quel maestro speciale. Piedi in prima posizione: gambe tese, sedere in dentro e petto in fuori era l'incipit di ogni lezione in sala. Liviu era primo ballerino della Compagnia di Bucarest, un’infinita creatività che ha portato in questa città una cultura seria e variegata: erano gli anni ’80 quelli dell’inizio del Centro Danza e Avellino. Eleganza come avanguardia la sua lezione. Novità che no dimenticava ne abbandonava il repertorio ballettistico classico. Scriveva e dirigeva tutto lui, si occupava delle luci e della scenografia.

Ogni spettacolo si riempiva di quell'arte nuova. Lui, danzando riempiva lo spazio muovendosi nell'aria plasmando spazi e figure da autentico artigiano dell’immateriale. Negli ultimi anni della sua vita aveva insegnato nella storica palestra Olimpica del Professore Gengaro. (foto fonte facebook, postata da Giulia Gallo, ndr)