Napoli

Sono cinque le persone accusate dell’omicidio di Antonio Landieri, disabile ucciso per errore dalla camorra. Sua madre gioisce e commenta: finalmente dopo 13 anni riposerà in pace mio figlio.

 Ed è un pentito a rivelare come la stessa madre rifiutò i soldi che le vennero offerti dal clan dei Notturno, famiglia di uno dei sicari.  Soldi offerti per risarcire o, chissà, per invitarla a non dare clamore eccessivo alla morte del figlio ucciso da innocente. 

Ma lei, come spiega il pentito, rifiutò l’offerta.  Tredici anni e questi ricordi. Poi, finalmente, arriva la giustizia.

La famiglia di Antonio lo fa con il mezzo più dilagante sul web, postando un comunicato sul profilo Facebook di Rosario Esposito La Rossa, cugino di Landieri. «Dopo tredici anni lunghi e difficili speriamo si possa far finalmente luce. Al di là degli arresti, al di là delle condanne, al di là della giustizia, noi la nostra battaglia l’abbiamo già vinta. Abbiamo vinto quando lo Stato ha dichiarato Antonio Landieri vittima innocente della criminalità. Aspettiamo con ansia dalle istituzioni l’intitolazione dello stadio di Scampia ad Antonio, come deliberato ormai circa un anno fa dal Comune di Napoli. Sulla vicenda interviene in sindaco Luigi de Magistris. «Mai mollare nella ricerca della verità e nel perseguimento della giustizia Il riscatto. Morale della città e l’antimafia dei fatti — ha aggiunto il primo cittadino partenopeo — sono un segno distintivo della Napoli di questi anni», ha concluso de Magistris.