Entrambe professioniste. Una è nubile ed è più giovane dell'altra, che è invece sposata. Con un uomo diventato il motivo della contesa perchè avrebbe stretto un'amicizia, poi interrotta, con la prima. Non è certo una novità, tutt'altro. Stavolta, però, la vicenda ha avuto riflessi giudiziari. E dal prossimo 9 novembre approderà in un'aula del Tribunale. Sarà il giudice Andrea Loffredo a decidere se siano o meno fondate le accuse per le quali una ultratrentenne è stata rinviata a giudizio questa mattina dal gup Maria Ilaria Romano.
Violazione di domicilio, lesioni e violenza privata gli addebiti a suo carico, formulati in un'indagine avviata dopo una querela. Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti, i fatti risalgono alla fine di ottobre del 2014, quando l'imputata – è difesa dall'avvocato Ettore Marcarelli – si sarebbe introdotta nel garage dell'abitazione in cui vive la vittima – è assistita dall'avvocato Antonio Leone – con il marito ed i figli. L'avrebbe fatto attraverso il cancello di un parco, contro la volontà della parte offesa, alla quale avrebbe rivolto le sue 'attenzioni'. L'avrebbe aggredita mettendole una mano sul viso, all'altezza del collo, graffiandola e tirandole i capelli.
Una scena poco edificante, con la malcapitata che, a quel punto, si era infilata nella sua auto, decisa ad uscire dal box nel quale era parcheggiata. Non aveva però potuto farlo perchè lei si sarebbe piazzata dinanzi alla vettura, appoggiando le sue mani sul cofano anteriore. Cinque i giorni di prognosi per le escoriazioni rimediate, poi la scelta di denunciare ciò che era accaduto. Epilogo burrascoso di una storia che in precedenza sarebbe stata costellata dalla fine del rapporto tra la donna che dovrà affrontare il processo ed il marito dell'altra.