Salerno

L'attesa è spasmodica e ormai da 5 anni e mezzo Salerno sogna il riscatto sportivo nei confronti di una storica rivale calcistica. Verona-Salernitana, sul web, è stata definita "la partita", 90 minuti da vivere tutti d'un fiato e che metteranno i brividi anche chi, solitamente, vive l'evento sportivo con minore trasporto. "Portaci a Verona" è stato il coro-tormentone che ha accompagnato la risalita della Salernitana dalla D alla B, come se il cronometro si fosse fermato alle ore 20 di quel maledetto 19 giugno 2011. La sfida d'andata regalò emozioni d'altri tempi: caccia al biglietto sin dalla settimana precedente, 20mila spettatori in delirio, il gol di Coda che fece impazzire l'Arechi nella stessa porta in cui Carrus, nel 2011, restituì 45 minuti di speranza prima del baratro e del fallimento. In quell'occasione, la Salernitana fece un figurone a cospetto della presunta "ammazzacampionato", padrona del campo per 20 minuti e poi surclassata dalla grinta e dalla determinazione dei padroni di casa, trascinati da una folla quanto mai decisiva.

Il big match della seconda di ritorno, tuttavia, sarà privo di un protagonista: sulla panchina scaligera, infatti, non siederà Andrea Mandorlini, allenatore che in Veneto ha scritto pagine importantissime di storia e che ha riportato la squadra in A dopo averla ereditata in Prima Divisione. In fondo Salerno è nel suo destino: conquistò la serie A con l'Atalanta pareggiando per 0-0 con la Salernitana nel 2003, esordì- perdendo- col Sassuolo nel 2008, approdò a Verona dopo l'esonero di Giannini, ko all'Arechi per 2-1 grazie alle reti di Fava e Litteri su rigore, vinse la Lega Pro trionfando ai play off contro la formazione di Breda e Nicola Salerno.

Peccato, però, che alcuni atteggiamenti obiettivamente fuori luogo e qualche ironia di troppo gli valsero un'accoglienza "indimenticabile" nel catino infuocato dell'Arechi. Insulti, cori, censurabili lanci di oggetti dalla tribuna, aggressione in campo ed in sala stampa anche da parte di alcuni tesserati granata resero quel pomeriggio davvero incandescente per Mandorlini, impossibilitato a rilasciare dichiarazioni nel post partita. I motivi? Noti a tutti. Dalle frasi prepartita ("Ho appreso dalla stampa che il destino della Salernitana è legato alla promozione in serie B, stiamo parlando di un club in difficoltà da tempo e l'aiuto andrebbe dato alle società sane. Chi toglierei alla Salernitana? Nicola Salerno, senza dubbio. E' navigato e sa come muoversi") all'atteggiamento particolarmente nervoso durante la sfida d'andata, contraddistinta da una serie di errori arbitrali che danneggiarono oltremodo la Salernitana.

Gaetano Ferraiuolo

Ciliegina sulla torta il "Ti amo terrone" intonato durante la presentazione estiva dell'Hellas un mese e mezzo dopo, senza risparmiare frecciatine ironiche all'avversario affrontato poco tempo prima e che era stato costretto a ripartire dalla D. Non mancarono reazioni stizzite dei tifosi di tutto il Meridione (e l'accoglienza nei campi del Sud Italia è stata molto simile a quella di Salerno), squalifiche, multe e prese di posizione. "Non volevo offendere nessuno, lo rifarei" si difese Mandorlini parlando di atteggiamento goliardico, proprio mentre subì una sonora sconfitta a Nocera Inferiore tra i fischi di tutto il pubblico rossonero. Pare, tra l'altro avesse rifiutato una maglietta con la scritta "Benvenuti al Sud" donatagli da un ragazzino presente a bordo campo. Un anno fa la sua avventura a Verona è finita e nel peggiore dei modi: ultimo posto, retrocessione ed esonero. Domenica non ci sarà, ma a prescindere è anche la sua partita.

Gaetano Ferraiuolo