Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Una città spezzata in due. O, in quattro, diranno gli intervistati. Ma andiamo con ordine. Ormai lo sapete, ad Avellino a causa del cantiere del tunnel, verrà bloccata la viabilità all'altezza del Ponte della Ferriera. Con via Due Principati impraticabile fino a fine anno. San Tommaso e le vie attigue isolate dal resto della città.

(Clicca sulla foto di copertina ascolta le interviste. Servizio di Ottochannel a cura di Angelo Giuliani. Riprese e montaggio: Matteo Piscopo)

Nel mezzo, attività costrette a subire l'ennesimo colpo. Abbiamo ascoltato proprio loro, gli esercenti di via Due Principati.

Arriviamo da Piazza del Popolo. Attraversiamo il ponte di ferro e l'atmosfera è già elettrica. Un gruppo di passanti discute proprio del blocco della viabilità che dovrebbe interessare la zona.

«Questi (riferendosi all'amministrazione) non ne fanno una giusta».

«E capirai – risponde di rimando un altro uomo – solo un problema in più».

Sceglie la “strada dell'ironia” il primo “intervistato ufficiale”. Lo ascoltiamo a due passi dall'edicola del posto. Ci dice: «Si perde ancora tempo. Il tunnel quando lo finiamo? Per il 2050. Ditelo a quelli la sopra (Il Comune), che se la prendano ancora più comoda. Intanto la città muore».

Un saluto e procediamo. Entriamo nel forno della zona. Da un lato il profumo inebriante di pizze e calzoni, dall'altro le proteste amare di chi deve fare i conti con un angolo di città abbandonato. 

La signora al di là del bancone non ne può più: «Che possiamo fare? Solo chiudere la porta. Andare via e lasciare tutto».

Dello stesso parere il fioraio. Che fa un discorso più generale: «Hanno già fatto morire il centro storico. Lo “stretto con via Nappi”. E prima delle ztl (zone a traffico limitato) e dei lavori. Ci manca solo l'interruzione della strada fino a fine anno. L'ennesima mazzata. Fino a che non se ne andranno via, non vedremo mai luce».

Emerge la mancanza di comunicazione fra esercenti e amministrazioni. I cantieri così come i lavori continuano a spuntare improvvisamente. Gli unici avvisi, sul sito istituzionale. A cose praticamente fatte. E su un portale francamente ostico e poco visitato. Non si cura né la comunicazione digitale, a partire dai social network. Nè quella per così dire analogica.

Gli assessorati al commercio che si sono susseguiti non hanno saputo intercettare le esigenze dei commercianti. Né creare una consulta che li rappresentasse. Un progetto che Arturo Iannaccone sembrava voler perseguire. Prima che l'indagine che lo ha coinvolto lo costringesse a lasciare il suo posto. Ora si naviga di nuovo a vista. Non un'attività per rivitalizzare Avellino.

L'intervento del salumiere riassume lo stato d'animo di molti: «I pochi clienti che sono rimasti dove possono passare? Tutti questi lavoratori che hanno famiglia come faranno? Io non credo nella fine del Tunnel. Questa zona stava già morendo. La chiusura del ponte darà il colpo di grazia. Non penso esclusivamente alla mia attività, ma a tutte quelle presenti lungo via “Due Principati”».

Non se le passano meglio a Corso Umberto I. Anche qui i lavori del cantiere di Piazza Castello hanno bloccato la viabilità. Dalla fontana di Bellerofonte (Per tutti gli avellinesi, “Tre cannoli”) al luogo dei lavori si procede in un solo senso di marcia.

Nessuno ha avvisato gli esercenti. 

Un ristoratore commenta amaro: «Siamo già in una zona dove si circola con difficoltà in macchina. A causa dei lavori di Piazza Castello. E della mancanza di parcheggi. Ci aspettiamo che l’amministrazione si muova alla svelta. Almeno per risolvere questo blocco della viabilità. Ci auguriamo che in futuro ci avvertano per tempo. In modo che possiamo organizzarci meglio per il nostro lavoro».

Stesso parere dalla salumeria del luogo «Nessun avviso. Questa chiusura è il colpo di grazia per questa zona di città. Io credo che il cantiere di Piazza Castello resterà così per anni. Per i lavori attuali non so che dire: i tempi brevi possono significare una settimana così come mesi».

La chiusura è affidata all'intervento sentito di una ragazza che aveva deciso di scommettere su questa zona di Avellino: «Abbiamo aperto da poco. Io abito qui di fronte. Hanno chiuso la strada, nessuno ci ha avvisato. Manca da sempre il parcheggio. Avellino è un eterno cantiere. Noi commercianti non sappiamo più che fare. Qui c’erano delle attività che hanno aperto e poi chiuso. Paghiamo le bollette regolarmente ma siamo dimenticati. Non organizzano iniziative come negli altri centri storici d’Italia. Niente di niente».

La morale di questo breve tour è proprio l'assenza di attività per incentivare il commercio. Un palinsesto di eventi e manifestazioni anoressico che vive qualche barlume soltanto durante le così dette “feste comandate”. Senza però risparmiare polemiche: ricorderete le illuminazioni natalizie presenti solo in alcune zone della città. La casette che hanno aperto in ritardo.

Così come le polemiche sui soldi destinati a finanziare le attività coi fondi Expost. Una situazione di letargo prolungato al quale si sommano i cantieri e l'assenza di parcheggi. Il quadro di una città boccheggiante sull'orlo del collasso.

Un'involuzione iniziata con l'amministrazione Galasso che ha preso in carico opere megalomani mai completate: Piazza Castello, Mercatone, Autostazione, Eliseo.  Un'involuzione continuata da quest'amministrazione che ora è attesa alla prova del 31 marzo. Se non chiudono i principali cantieri in città, i fondi dovranno essere restituiti alla Regione. Un colpo da k.o dal quale sarebbe davvero difficile riprendersi.

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