Salerno

Se l'ultimo precedente in terra scaligera non ha certo portato bene al cavalluccio marino, c'è una partita destinata a restare per sempre nel cuore e nella mente dei tifosi granata. Era la stagione 1997-98, quella del ritorno in serie A dopo 50 anni di astinenza. La Salernitana di Delio Rossi, reduce dalla sconfitta di Foggia e dallo scialbo pareggio interno contro la Fidelis Andria che permise al Venezia di raggiungerla in vetta alla classifica con 38 punti, si recò al "Bentegodi" con l'obiettivo di tornare al successo a cospetto di una formazione, sulla carta, accreditata per il grande salto e allenata da un tecnico esperto e vincente come Cagni. Dopo un primo tempo soporifero e senza grosse emozioni, nella ripresa accadde praticamente di tutto. Al 50' un miracolo di Battistini su Giovanni Tedesco impedì alla Salernitana di passare in vantaggio, ma prima della battuta del corner l'arbitro fu costretto a sospendere il gioco a causa degli scontri sugli spalti tra i 1000 salernitani assiepati nel settore ospiti e le forze dell'ordine. 

Il bilanciò parlò di una decina di contusi, con tantissimo spavento per i presenti, lancio di lacrimogeni e tensione alle stelle, scene che fortunatamente non si vedono più da anni negli stadi di calcio. L'amarezza per quanto accaduto si trasformò in gioia perchè, alla ripresa del gioco, la Salernitana trovò immediatamente il gol. Come all'andata, il portiere scaligero incappò in un clamoroso errore, bravissimo Greco ad approfittarne per il meritato 0-1. A nulla valse l'assedio dei padroni di casa, anzi la Salernitana riuscì a raddoppiare grazie alla prima zampata italiana di Kolousek, servito ancora una volta dallo scatenato Greco. Al 95' un miracolo di Balli su Melis sancì il trionfo granata, con quel coro "La capolista se ne va" che ammutolì anche i sostenitori locali. 

Gaetano Ferraiuolo