Avellino

 

di Andrea Fantucchio

La Dogana, lo sapete, è finalmente pubblica. In questa settimana è terminata la procedura di immissione in possesso del bene. Ora però resta la sfida più importante da vincere: cosa fare del monumento per il futuro? Noi lo abbiamo chiesto ai lettori di Ottopagine. Hanno risposto in trenta. Avellinesi che vivono quotidianamente la città.

Ecco le loro proposte. Chissà che ne penserà l'amministrazione comunale...

1) Mario Tulimiero: Consolidare la facciata, o, meglio abbatterla e rifarla identica ( a Dresda hanno ricostruito la cattedrale in cinque anni...) ed usarla come ingresso alla parte posteriore. Che potrebbe essere una piazza, magari ad uso degli esercizi ristoratori della zona. In seguito si potrebbe costruire un parallelepipedo in cristallo e acciaio, da utilizzare per eventuali mostre, magari di case produttrici irpine a rotazione.

2) Pasquale Matarazzo: Già sarebbe il massimo consolidare staticamente la facciata. Restaurarla riposizionando le statue come erano in origine. Compresi i due leoni e i fregi architettonici. Lasciare le entrate ad archi a tutto sesto. Come un arco d trionfo. La gente attraversa gli archi e vive la piazza posteriore. Poi pensare ad una struttura in acciaio vetro. Come roof garden (terrazza all'aperto generalmente adattata a giardino).

Conservare l'apertura in vetro verso il cielo come era un tempo il cinema Umberto che si apriva a un tappeto di stelle. All'interno delle scale che portano ai piani rialzati con dei vani in solai in legno. Se ne vedono tante di strutture così. La sera monumento illuminato.

Con una semplice luce o luci pedonali che contornano la Dogana. Sarebbe un elemento fortemente caratterizzante per l’area. Un “cubo storico contemporaneo” che spingerebbe la gente a vivere questo spazio. All'interno realizzare diverse manifestazioni e fittare lo spazio per eventi che promuovano il brand Irpinia. Le eccellenze, l'artigianato, mostre, convegni, mercatini delle erbe dei grani.

3) Paco Dente: Mercato permanente coperto con prodotti tipici irpini.

4) Alessio Olenska: Abbattere tutto e fare una bella piazza .

5) Adriana Ambrosone: Dietro la facciata restaurata inserire un palco e un maxischermo con sedute nel verde. La Dogana era un cinema. Non torniamo troppo indietro, il grano non passa più di lì da parecchio.

6) Carmine Addivinola: Solo la facciata restaurata. Un anfiteatro per le serate d'estate.

7) Carlo Fogliese: Restauro della facciata storica con il ripristino delle statue con calchi dagli originali. Mentre alle spalle del monumento, la realizzazione di una piazza ben delimitata con pavimentazione in basoli a disposizione dei commercianti del luogo. Sia per l'organizzazione di eventi sia per collocare tavoli e sedie.

8) Maria Villanova: Perché non rimettere il cinema che c'era una volta? Giusto per riempire quel mortorio che c’è. Così si ripopola un po’ la zona .

9) Elena Iannaccone, presidente Mibc: Dividerei in settori culturali dinamici e di animazione la Dogana. Sale destinate ad Università anche telematiche, sala cinema degli artisti di spicco, Galleria video di opere d'arte con annesse opere in pietra. Sale per eventi culturali e per i giovani. Un punto d'informazione per la città e per i cittadini(* Info Point*) Salotti d'incontro e negozio souvenir con modellini monumenti della città, stampe, quadri, caffetteria, e perché no anche una sala consiliare aperta a tutti. Insomma una città interna in miniatura che al solo ingresso puoi trovare tutto. Tutto baciato da giochi di luce e bellezza *vetro/cristallo interno- specchi'- tappeti Bordeaux - eleganti piante e fiori..al centro una piccola vasca/fontana ornamentale di acqua simbolo di vita.

10) Angela Iannaccone: Biblioteca e una sala cinema. Punto di incontro per movimentare un po' il centro storico

11) Ruggero Altavilla: Rifondare il "Ferdinandeo". Primo Teatro borbonico di Avellino.

12) Raoul Pascucci: Facciata da rifare in toto. Ma dando lustro ed illuminazione. Giardino interno con tanto di copertura in vetro e/o plexiglas per utilizzarlo in estate ed in inverno con serate a tema. Si può pensare anche a un doppio piano con terrazza sul centro storico. Un po' come accade per Casina del Principe. Interno angolo bar come punto ristoro. O vendita di prodotti tipici locali e solo quelli (Non come il caso della Casette di Natale). Si può e si deve fare. Niente ufficio comunale, per carità.

13) Tina Rigione: Quello che era prima. Proprio una Dogana. Mi piacerebbe che ci sia una fiera settoriale permanente di prodotti irpini: dal vino alle castagne, passando per il tartufo al miele e la pasta ai formaggi.

14) Mario Petrozziello: Restauro della facciata, con recupero dei busti che erano nelle "nicchie". Lasciare il retro libero come giardino. Senza ricostruire nulla. Gestione degli spazi con affidamenti chiari.

15) Attilio Capossela: Scuola di arti cinematografiche, corsi di regia,sceneggiatura,montaggio e doppiaggio,sala cinematografica.

16) Pavel: Sede di “Avellineataly”, fiera eno-gastronomica permanente mensile internazionale di prodotti tipici: bisogna ripartire dalle nostre ricchezze per rilanciarci.

17) Umberto Marino: Una bella stazione della Metropolitana come nelle grandi città. A Londra c'è “Victoria Station”. Ma niente metro-leggera con quei maledetti tubi di zinco.

18) Carmen de Vito: Il vecchio cinema teatro Umberto dando spazio alla cultura irpina ed avellinese in particolare.

19) Leonarda Florio: Il vecchio cinema. Aggiungerei delle sale di intrattenimento perché è questo che manca in città. Così rivive anche il centro storico.

20) Antonio Pericolo: Valorizzare i prodotti tipici. Puntare su prodotti di stagione e quindi più economici. Dare a tutti la possibilità di poter comprare prodotti buoni e genuini.

21) Marianna Meo: Area studio per i ragazzi.

22) Anna Maria Famiglietti: Restauro conservativo della facciata con recupero dei fregi e dei busti. All'interno una bella area verde urbana con basse siepi di bosso che riproducano la pianta dell'edificio. Eventuale copertura con una tendo struttura leggera e triangolare con una vela.

23) Dora Martignetti: Fate una scuola. Avellino ne ha urgente bisogno.

24) Sabrina Ren: Chiedete se è rimasto un palo. Lo si fa istallare lì con una luce sempre accesa per ricordare che Avellino è ancora una città viva. Una città fatta di cittadini scontenti e stanchi di lavori inutili e mal fatti. Stanchi di servizi inesistenti e nessun divertimento, possibilità per i giovani, aree attrezzate per piccoli e anziani, nessuna occasione di ritrovo, solo un sali scendi per il corso occasionalmente la domenica senza nessuna attrattiva. Io ci metterei un pilastro bello grande come quelli istallati che hanno sventrato parte della città. Un palo al centro con un grande faro.

25) Maria Irpinia Di Lorenzo: Un centro sperimentale di cultura, arti teatrali e cinematografiche per bambini e ragazzi da 3 anni in su.

26) Roberto D'Agnese: Teatro popolare Irpino.

27) Antonio Angheloni: Facoltà di scienze agrarie e alimentari con corsi di viticoltura ed enologia . Nonché corsi di sommelier sponsorizzati dalle regione Campania

28) Maria Pennino: Secondo me dovrebbe accogliere giovani artisti, musicisti, attori, ballerini. Sarebbe una buona opportunità. Le aree restanti potrebbero accogliere invece esposizioni di artisti e una volta all'anno ripristinare il Premio Città di Avellino per pittori provenienti da tutto il mondo. E il “Premio Avellino Donna” che ne pensate?

29) Saverio Girardi: Si va molto bene una sala cinematografica magari riportandola ai vecchi splendori di un tempo, con tettoia mobile per godere in comode poltrone il cinema sotto le stelle. Vanno bene anche spazi di intrattenimento.Tutto però dato in gestione a privati. Per ovvi motivi.

30) Federico Contrada: Farei il “Museo della Dogana”. Quando gli avellinesi erano "trainaturi".

Per raccogliere così tante proposte in poco tempo (appena un giorno e mezzo) è stato fondamentale il supporto del gruppo Facebook “Non sei irpino se” , esempio di cittadinanza partecipativa. Ringrazio l'amministratore Luca Del Gaudio.

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