Benevento

L'assoluzione di un imputato, la dichiarazione di intervenuta prescrizione per gli altri sei. E' la sentenza della Corte di appello nei confronti delle sette persone che il 5 marzo del 2014 il giudice Fallarino aveva condannato al termine del processo nato da un'indagine della Squadra mobile su una serie di truffe che sarebbero state compiute nel settore assicurativo ai danni di sei compagnie. In particolare: assolto, per non aver commesso il fatto, Nicola Castiello, 31 anni, al quale era stata inflitta la pena, sospesa, di 6 mesi.

Accuse prescritte – tra parentesi le condanne stabilite in primo grado con il beneficio della sospensione della pena -, invece, per Antonio Di Dio, 47 anni (10 mesi); Pasquale Di Stefano, 45 anni (10 mesi); Pio Tomaciello, 54 anni (8 mesi); Maria Girardi, 50 anni (8 mesi); Giulio Castiello, 59 anni (6 mesi); Maria Festa, 53 anni (6 mesi), difesi dagli avvocati Alberto Mignone, Antonio Leone, Massimiliano Cornacchione Vittorio Fucci. Il procuratore generale aveva chiesto la condanna di sei imputati e l'assoluzione di Di Stefano; diversa, come detto, la decisione dei giudici.

L'inchiesta era rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica nel 2008, quando erano state eseguite alcune misure cautelari poi annullate dal Riesame. Nel mirino degli inquirenti era finita la riscossione del risarcimento per incidenti ritenuti dalla Procura a volte falsi, a volte realmente accaduti ma accompagnati dalla denuncia di lesioni false ovvero preesistenti e, comunque, non causate dal sinistro oggetto di denuncia. Il meccanismo per indurre in errore le assicurazioni, così come disegnato dall'accusa, prevedeva la frequente effettuazione di cambi di compagnia, la richiesta di rimborsi per poche centinaia o migliaia di euro, per evitare sospetti e controlli più accurati.

Un’indagine supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali (in un'auto), nella quale era stata inizialmente prospettata un’ipotesi associativa che il gup Sergio Pezza, nel maggio del 2010, aveva fatto cadere, decidendo il proscioglimento, perchè il fatto non sussiste, delle persone alle quali era stata contestata. Il processo di primo grado si era concluso, oltre che con le sette condanne, anche con dieci assoluzioni e la prescrizione di alcuni capi di accusa. Ora la pronuncia della Corte di appello.