Salerno

Le sue parole, in un calcio senza sentimenti, rappresentano un punto dal quale ripartire, dichiarazioni fatte col cuore che confermano quanto quel gruppo fosse unito e permeato di quei valori che oggi non esistono più. Accantonare gli interessi personali per onorare una maglia e una tifoseria è di quanto più nobile possa esserci nello sport e, ancora oggi, quella è ricordata come la "Salernitana degli eroi" a prescindere dall'immeritata sconfitta nella finale col Verona. Lui, in campo, fu assoluto protagonista, indubbiamente uno dei migliori e ricordiamo ancora tutti l'esultanza sfrenata sotto la curva dopo il gol di Carrus, ma anche le lacrime di disperazione quando Di Paolo decretò la fine del match. Stiamo parlando, ovviamente, di Andrea Pippa, professionista esemplare e profondamente legato a Salerno, alla Salernitana e alla sua tifoseria. Ecco quanto ha dichiarato durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ieri sera su Ottochannel, canale 696 del digitale terrestre:

Cosa pensi dell'attuale Salernitana?

“Quest'anno ho visto spesso la Salernitana, mi ha fatto sempre una buona impressione. Gli errori individuali sono stati pagati a caro prezzo, ora vedo una squadra più attenta e concreta: i gol sono stati sempre segnati, purtroppo le disattenzioni difensive hanno fatto perdere tanti punti, ma vedo una mentalità diversa. Non batti il Frosinone e non pareggi in casa col Verona se non hai valori importanti. In più c'è Coda che sta attraversando un momento psicofisico strepitoso”.

Che partita sarà a Verona?

“Domani è importante vincere: al di là della rivalità storica tra le due tifoserie, c'è una classifica molto corta e, facendo risultato, il sogno play off potrebbe diventare realtà. La serie B è un campionato equilibrato e difficile, non esistono gare dall'esito scontato: il Verona, obiettivamente, ha un organico superiore alla media, ma la Salernitana sarà accompagnata da mille persone e vorrà fare bene”.

Ti aspetti qualche innesto dal mercato?

“L'organico è buono, gli uomini a disposizione di Bollini sono all'altezza e possono fare la differenza in questa categoria. Per competere ad alti livelli, però, qualche alternativa serve, soprattutto nel reparto offensivo. Sono d'accordo con la società quando dice che questa rosa poteva conquistare molti punti in più, all'inizio si stentava anche all'Arechi e queste cose, alla lunga, le paghi. Fortunatamente si intravedono segnali di ripresa, tutto sommato la Salernitana ha sempre giocato bene e non è mai stata messa sotto da nessuno”.

La mente torna inevitabilmente a quel pomeriggio del 12 giugno 2011..

“Il sassolino è ancora nella scarpa, la partita a Verona poteva e doveva andare meglio: purtroppo il destino era segnato, ma in quell'annata siamo andati oltre ogni limite pur di onorare la maglia granata. Per oltre un anno abbiamo giocato gratis, l'aspetto economico venne in secondo piano perchè volevamo onorare quei tifosi che ci seguivano sempre e ovunque, dandoci una spinta determinante”.

La promozione in B avrebbe cambiato il destino della Salernitana?

“Il caso Pisa insegna che vincere i campionati, talvolta, permette alla società di salvarsi. Salerno, in B, sarebbe stata ambita rispetto ad altre piazze, ma non abbiamo la sfera di cristallo e non sappiamo cosa sarebbe successo”.

Il ricordo più bello in assoluto?

“Ricordo con piacere l'arrivo allo stadio, quando migliaia di tifosi scortarono il pullman fino allo stadio. L'Arechi era in visibilio, ci diede una carica determinante e riuscimmo a passare in vantaggio anche grazie a loro, per un solo gol non abbiamo coronato il sogno. Voglio fare una riflessione, però: ora Salerno ha una società seria, che è ripartita dalla D e ha riportato la Salernitana in cadetteria in 5 anni. Teniamocela stretta”.

C'è qualcuno, di quel gruppo, che porti nel cuore?

“Devo dire che, ancora oggi, mi sento spesso con molti miei ex compagni. Sono grato anche a Breda, mi diede spazio per tutto il girone di ritorno. Nicola Salerno si fece carico di tutta la situazione societaria, fu lui a portare serenità nello spogliatoio e diede un grosso contributo. La sua carriera è stata importante, non sta a me dire quanto sia bravo".

Gaetano Ferraiuolo