Possono meno di mille persone sovrastare 14mila tifosi avversari in uno stadio storicamente caldo e ostile? Teoricamente no, ma quando la torcida granata si muove in massa il dominio sugli spalti è assicurato. Erano in 900, ma cantavano e tifavano come fossero il doppio, una bolgia infernale che ha permesso ai salernitani di vincere la sfida a distanza con i "colleghi" veronesi senza, tra l'altro, scadere in cori discriminatori e di stampo razzista. Partiti da Salerno con un bagaglio carico di speranze e con la voglia di vivere un pomeriggio indimenticabile ricordando quella maledetta sconfitta del 12 giugno 2011, i supporters del cavalluccio hanno accompagnato con un autentico boato l'ingresso in campo dei calciatori per il riscaldamento, con il coro "Ci devi credere" che ha fatto tremare le scalee del Bentegodi e lasciato a bocca aperta anche la torcida locale.
Ai tantissimi tifosi partiti dalla Campania si sono aggiunti centinaia di salernitani residenti nel resto d'Italia; presenti delegazioni da Milano, Novara, Cagliari, Roma, Torino, Genova e Modena, qualcuno è partito addirittura dalla Germania pur di spingere la squadra del cuore verso il traguardo della vittoria. Purtroppo il fattore dodicesimo non è bastato, sebbene la Salernitana abbia sfiorato il gol quattro volte proprio quando attaccava sotto la propria curva. Sul campo, come cinque anni fa, ha vinto il Verona, sugli spalti i salernitani hanno dato spettacolo continuando a cantare anche nel post partita, quasi come se il risultato fosse stato positivo. "L'ambiente è compatto, dobbiamo prendere esempio" ha detto Bollini, convinto che solo con l'unità d'intenti si possa andare lontano. E allora nessun dramma: sabato tutti all'Arechi!
Maurizio Grillo