C'è una nutrita fetta di pubblico- che probabilmente non va neanche allo stadio e si informa sul risultato a fine gara- che resta nell'anonimato quando la Salernitana vince e poi riemerge dagli abissi dopo una sconfitta o una prestazione negativa. E così, subito dopo il triplice fischio di Pasqua, ecco social network e siti internet intasati da commenti negativi e catastrofici, quasi come se la Salernitana fosse aritmeticamente retrocessa o avesse perso contro l'ultima della classe. A mente fredda e con un minimo di obiettività, si dovrebbe invece riconoscere che i granata, in uno stadio ostile e a cospetto della capolista, hanno tenuto in mano il pallino del gioco per un'ora costruendo almeno cinque nitide occasioni da gol. Dal punto di vista dell'impegno, del carattere e dell'organizzazione, nulla si può rimproverare a una squadra prima in Italia per numero di legni colpiti, due volte vicinissima al pareggio e punita soltanto da un Giampaolo Pazzini "alieno" per questa categoria.
Tante le note positive di giornata: dall'ennesima prova gagliarda del sempre più insostituibile Busellato alla rinascita di Ronaldo, dai più indicato come calciatore da cedere immediatamente, ma elemento che può dare una grossa mano soprattutto se affiancato da elementi rapidi e dinamici. Evidenti anche i progressi sulle palle inattive a sfavore, unica nota stonata la domenica no di Tuia e la prova di un Rosina lontano parente del giocatore che tutti conosciamo. Guardando la classifica, è cambiato davvero poco: resta il risicato vantaggio sulla zona caldissima, ma la Salernitana è ancora a -5 dall'ottava della classe. Il fatto che questa squadra non abbia mai sofferto contro i 21 avversari affrontati lascia pensare che, con un paio di necessari ritocchi e con un pizzico di fortuna in più, nessun traguardo possa essere precluso. Del resto è davvero difficile trovare squadre che abbiano giganteggiato contro Bari, Frosinone, Verona e Spal in trasferta, cosa che la Salernitana ha fatto a prescindere dal risultato finale maturato sul campo.
Nessuna voglia di giustificare a tutti i costi l'operato di una società che, comunque, di errori ne ha commessi anche quest'anno (ad oggi manca un centrocampista forte ed un difensore centrale affidabile, come implicitamente ammesso anche dall'allenatore ai nostri microfoni), ma l'obbligo di invitare tutti all'equilibrio. La sconfitta di Verona brucia, per tanti motivi. Da ieri, però, può iniziare un nuovo percorso per la Salernitana che, finalmente, avrà anche un calendario meno ostico e più abbordabile, almeno sulla carta. Dire che il portiere è scarso, che i difensori devono andare via, che Lotito e Fabiani hanno sbagliato il mercato, che Rosina è un ex giocatore, che il centrocampo non è all'altezza e che il tecnico ha sbagliato formazione dopo aver perso onorevolmente a Verona è totalmente fuori luogo, ma purtroppo quando la Salernitana perde si riapre la caccia al colpevole e tutti devono essere messi in discussione. Le somme si tireranno alla fine, l'applauso incondizionato va a quei 900 tifosi che, subito dopo il triplice fischio, già pensavano alla partita di sabato prossimo...
Gaetano Ferraiuolo