Si è detto pentito del gesto, ha spiegato al giudice che non aveva intenzione di uccidere, né di aver pensato di farlo. Il suo difensore, l'avvocato Giovanni Pratola, ha insistito perchè gli fosse riconosciuta l'esimente della legittima difesa. Ma il giudice Maria Ilaria Romano è stato di diverso avviso e lo ha condannato, escludendo la premeditazione, con rito abbreviato – con una pena ridotta di un terzo –, a 16 anni. Uno in più di quelli chiesti dal pm Patrizia Filomena Rosa, che aveva diretto le indagini ed affidato al medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, l'incarico dell'autopsia.
Sedici anni, dunque, oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede in favore delle parti civili (rappresentate dall'avvocato Antonello Veneziano), per ciascuna delle quali è stata disposta una provvisionale di 50mila euro. E' la condanna stabilita intorno alle 14.15 per Alessandro Palermiti, 53 anni, di Montaguto, accusato di aver ammazzato a coltellate, il 14 gennaio dello scorso anno, Halili Tahi, 49 anni, un cittadino albanese, residente in provincia di Foggia, che aveva una relazione con la moglie.
Il dramma si era consumato ad Ariano Irpino, nella zona industriale di Camporeale.Teatro dell'omicidio, una piazzola nei pressi dell'agriturismo nel quale la donna, che aveva già lasciato l'abitazione di famiglia, lavorava come cameriera. Secondo una prima ricostruzione, arrivati quasi contemporaneamente in auto, i due uomini si sarebbero affrontati, probabilmente per un chiarimento. Poi Palermiti, ex operaio forestale, avrebbe estratto dalla tasca del pantalone un coltello ed avrebbe colpito una dozzina di volte, all'addome ed al torace, il 49enne, mentre lo stesso stava prelevando dalla sua vettura una mazza di plastica. L'allora 52enne, fermato dai carabinieri dopo alcuni minuti, era stato arrestato e condotto in carcere, dove si trova attualmente.