Benevento

 

La forza dei disperati. E’ quella che il Benevento deve temere della Reggina. Che si ritrova a fare calcoli come tutti di questi tempi. La sua classifica è da togliere il fiato, lo spettro della retrocessione tra i dilettanti sembra più che una semplice ipotesi. Eppure in riva allo stretto nessuno vuol darsi per spacciato. Non fosse altro per il fatto che domani sono in arrivo altre penalizzazioni e non per la società amaranto. Nel mirino della Covisoc ci sono questa volta Barletta, Ischia e Savoia. Soprattutto le ultime due sono squadre continuamente monitorate dai calabresi. Dirette concorrenti, ma non solo. Il Savoia sarà di scena al Granillo la prossima settimana, proprio dopo la sfida del Vigorito. Accade nuovamente quello che è successo due settimane fa quando gli amaranto affrontarono la Salernitana: più che sprecare energie contro una corazzata, meglio concentrarsi sulla partita che può sembrare uno spareggio salvezza. Allora era l’Ischia (è andata malissimo), questa volta è il Savoia. D’altro canto la squadra di Alberti, che recupera Cirillo per Benevento, dovrà invece fare a meno di Armellino, Insigne, Camilleri e Benedetti. Elementi che la settimana dopo saranno nuovamente disponibili. E allora tanto varrebbe concentrare gli sforzi sulla prossima sfida, quella con i savoiardi di Papagni. E’ un modo di pensare che non ha pagato la settimana scorsa, ma che a Reggio continuano a perseguire. D’altro canto sembra abbastanza semplice teorizzare lo scenario tra due settimane: si parte dalla base dei 22 punti della Reggina e dei 28 del Savoia. Se si ipotizzano oggi un paio di punti di penalizzazione per la squadra tornese e la sconfitta per entrambi contro Benevento e Juve Stabia, lo scontro diretto del 19 aprile vedrebbe i calabresi a 22 e i bianchi di Papagni a 26: con una vittoria gli amaranto si porterebbero addirittura un punto sotto. Quando non si hanno molte armi a disposizioni, i calcoli diventano machiavellici. E’ la realtà, non fantacalcio.

Franco Santo