E anche quest’anno non c’è stato il botto finale. Poche le operazioni di mercato portate a termine dalla Salernitana, condizionate dalla mancanza di uscite che avrebbero permesso alla società di reinvestire su altri giocatori. La squadra di Bollini, diciamolo subito, a scanso di equivoci, è un bel mosaico, ma incompleto. Sarebbe bastato poco per fare un grande balzo di qualità, in tutti i sensi. Di fondamentale importanza sarebbero stati gli arrivi di un difensore centrale forte di testa, per mettere un freno alle “distrazioni”, che hanno causato anche recentemente sconfitte alla formazione granata e di un centrocampista di spessore, importante anche numericamente, considerati gli infortuni (vedi Odjer), il cattivo stato di forma di alcuni elementi (vedi Della Rocca) e le inevitabili squalifiche sempre più intense man mano che si avvicina il termine del campionato.
Si dirà, ma la formazione attuale è tecnicamente di buon livello, in grado di raggiungere una salvezza tranquilla. Se l’obiettivo è quello, in sincerità, la Salernitana in teoria potrebbe anche star bene così. In teoria… In realtà, gli episodi che purtroppo incidono notevolmente nel calcio potrebbero rendere più difficoltoso il compito. Lo scorso anno, ad esempio, diversi fattori incisero e costrinsero la formazione di Menichini a salvarsi tramite la porta di servizio dei play-out. Il tifoso è deluso. Basta lanciare uno sguardo sui social network. Deluso anche di dover sempre sperare nel miracolo dell’acquisto dell’ultim’ora, eppure allo stadio si va in diecimila. La rabbia di constatare che altrove con meno presenze sugli spalti si investe per raggiungere un obiettivo.
Obiettivamente, lo abbiamo sottolineato più volte, Salerno deve essere grata ai presidenti Lotito e Mezzaroma, se la propria squadra del cuore si trova nel calcio che conta. In tanti però si chiedono come mai la società non fa mai quel piccolo sforzo in più per rendere la squadra più competitiva e ambiziosa? A cosa è servito mandare Fabiani a Milano? Per concludere l’affare Sprocati, che già praticamente aveva raggiunto l’intesa nei giorni precedenti? Tanti interrogativi, dai quali la gente si attende una risposta che non arriverà mai, così come è successo negli anni precedenti.
Bollini era stato chiaro: "Sono qui da due mesi, la società vede la squadra da un anno. Loro sanno meglio di me dove bisogna rinforzarsi, c'è un confronto quotidiano con il direttore sportivo. Numericamente non siamo moltissimi, le altre squadre hanno rose ampie e non dobbiamo farci trovare impreparati perchè il campionato è lungo e ci sarà bisogno di gestire le energie". Però ci sono gli imprevisti o gli episodi che possono ostacolare il cammino… lo dicevamo prima. Come dare torto all’allenatore? Inutile ora dare la caccia al colpevole. La verità è che non si può friggere il pesce con l’acqua calda… non serve a nulla prendersela con il cuoco. Di importante c’è solo che la categoria va difesa a ogni costo e che bisogna lottare tutti solo per la maglia…
Maurizio Grillo