Napoli

La ricerca mostra che «nelle regioni più vicine a un vulcano in eruzione, a meno di 20-50 chilometri, a seconda dell’eruzione, dove la nube vulcanica è maggiormente carica di cenere, la velocità di ricaduta delle particelle può aumentare notevolmente, con la conseguenza di avere un maggiore accumulo di cenere al suolo» ha detto Elisabetta Del Bello, dell’Ingv. In sintesi, è quello che accadrebbe in Campania se esplodesse il Vesuvio.

Sugli effetti devastanti di una possibile eruzione da anni si interrogano gli esperti. In particolare, quelli dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che, in collaborazione con l'Università di Monaco di Baviera, hanno avviato uno studio che è stato recentemente pubblicato sulla nota rivista Scientific Reports. La pubblicazione scaturisce da una specifica sperimentazione in laboratorio sul comportamento delle piogge nere di cenere vulcanica.

I ricercatori hanno simulato il comportamento delle ceneri, filmando le particelle in caduta durante le eruzioni con telecamere ad alta velocità e ad alta definizione, e poi riproducendo gli stessi esperimenti attraverso modelli matematici. Lo studio propone anche un metodo per prevedere la velocità di caduta della cenere che contribuirà a migliorare l’accuratezza delle previsioni della dispersione delle ceneri durante le eruzioni esplosive, capaci di sollevare colonne di ceneri e gas alte chilometri. La cenere vulcanica ha effetti dannosi su salute, ambiente, infrastrutture, perché è costituita da minuscoli frammenti di vetro e cristalli. Queste particelle, ha spiegato Jacopo Taddeucci, dell’Ingv, «sono generate in grande quantità durante le eruzioni vulcaniche esplosive. Immesse nell’atmosfera, le particelle formano una nube vulcanica che viene trasportata e dispersa dai venti, per poi depositarsi al suolo anche a migliaia di chilometri di distanza e mesi dopo l’eruzione».

Per sapere in anticipo dove ricadrà la cenere e in quali quantità e, quindi, «fronteggiarne efficacemente gli effetti – ha rilevato Del Bello – è essenziale conoscere al meglio il comportamento della cenere nelle nubi vulcaniche e nell’atmosfera».