Il caso dell'arrivo dei profughi nel Convento delle Stimmatine ad Avellino riserva un nuovo capitolo. Di certo c'è il contratto di fitto stipulato con decorrenza dal primo gennaio. Lo assicura Suor Immacolata responsabile della struttura di via Tedesco e ora trasferita nella sede dell'ordine romano, come le altre consorelle. Contattata telefonicamente precisa: «Abbiamo fittato il Convento a un privato. Non ci ha detto di alcun possibile trasferimento e sistemazione di migranti. Noi abbiamo solo stipulato un contratto di fitto, come previsto dalla legge. Posso solo dire di sentirmi amareggiata per tutte le polemiche che ci sono state in città, rispetto a una struttura che merita rispetto. Credo che si debbano sapere notizie certe, prima di alimentare inutili proteste».
Insomma, se da un lato si parla del prossimo arrivo dei profughi, dall'altro la referente dell'ordine precisa che, oltre le verità vere o presunte, non piacciono le polemiche innescate dai residenti che si oppongono all'arrivo dei migranti. Intanto i responsabili istituzionali stanno analizzando carte e documenti su una procedura che comunque sembra in corso. Fatti e procedure al vaglio di legali che chiariranno nelle prossime ore ogni passaggio.
Dal canto suo il prefetto Carlo Sessa ha invitato cittadini e residenti alla comprensione e alla tolleranza. Lo scorso sabato era andata in scena una manifestazione per dire no agli arrivi. La protesta delle lenzuola bianche.
Il numero uno di Palazzo di Governo ha spiegato che si tratta di ottanta migranti che saranno dislocati ad Avellino da altre strutture in sovrannumero, situate in provincia di Avellino. Insomma, non nuovi arrivi ma profughi già presenti in provincia che saranno trasferiti nel capoluogo. Complessivamente ottanta persone di diversa nazionalità.
Intanto non si placa la contrapposizione in città. E nel frattempo sono previsti nuovi e numerosi arrivi nel porto di Salerno. La conseguenza? Molti di loro saranno trasferiti nelle province campane. Se non si gestisce in modo meno approssimativo la questione dell'accoglienza, le proteste, le polemiche potrebbero solo aumentare.