Appena 1400 biglietti staccati, rischio minimo stagionale, un clima di disfattismo generale e la consapevolezza che, ancora una volta, la Salernitana potrà contare soltanto su quello zoccolo duro che ha rappresentato sempre il dodicesimo uomo in campo a prescindere da condizioni meteo, avversario, classifica e ambizioni. La verità è che il mercato condotto da Lotito ai più non è piaciuto e ciò ha inevitabilmente inciso sull'umore di una piazza che, pur riconoscendo grossi meriti alla proprietà, si aspettava uno sforzo in più per modificare l'obiettivo stagionale. Orientativamente saranno circa 9000 gli spettatori che domani pomeriggio proveranno a spingere la Salernitana verso la terza vittoria interna stagionale, numeri comunque importanti per la categoria, ma nettamente inferiori alle reali potenzialità. "Il pubblico deve dimostrare l'attaccamento alla maglia con la presenza allo stadio, non a chiacchiere" ha ribadito più volte Lotito, convinto che "la curva Sud sia un patrimonio di grande valore, chi ci è sempre stato vicino ha contribuito in modo determinante ai successi del recente passato".
Va detto, tuttavia, che occorrerebbero maggiori iniziative per incentivare l'afflusso del pubblico allo stadio. Il "Tutti uniti all'Arechi" (andato in scena l'ultima volta nel dicembre 2015, quando i granata affrontarono l'Ascoli) garantiva in media 2200 persone in più sugli spalti, quasi tutti giovanissimi: è dai tifosi del futuro che la società deve assolutamente ripartire, riconquistando quelle nuove generazioni che, per tanti motivi, faticano ad innamorarsi del cavalluccio marino seguendo le gesta delle big della A. "Non ci siamo mai tirati indietro quando si tratta di coinvolgere la gente, è nel nostro interesse riempire lo stadio" ha detto più volte Mezzaroma ai nostri microfoni, la speranza è che quanto prima l'area marketing riproponga un'iniziativa interessante, intelligente e rivolta con frequenza anche alle persone meno fortunate.
"Ai nostri tempi non esistevano ritiri e porte chiuse: ci allenavamo sempre in città, a contatto con la gente, perchè il loro calore era importante per tutta la settimana, non solo la domenica" hanno detto all'unisono tutte le vecchie glorie che hanno partecipato alla bella manifestazione per Amatrice, rivivendo quei tempi in cui Salerno e la Salernitana erano una cosa sola e si trascinavano a vicenda 365 giorni all'anno. E allora possiamo sintetizzare il nostro pensiero così: il vero tifoso va allo stadio a prescindere e mai come in questo momento dovrebbe sostenere la squadra, ma la società ha il compito, nell'interesse di tutti, di agevolare l'afflusso del pubblico attraverso operazioni simpatia quanto mai necessarie. Negli anni sono stati fatti in merito tanti passi in avanti, la sensazione è che manchi ancora qualcosa per creare quel clima incandescente che farebbe tremare le gambe a tutti gli avversari.
Gaetano Ferraiuolo