Benevento

Ci sono la gestione delle udienze e la mancata applicazione del protocollo stipulato per lo svolgimento degli appuntamenti in aula, nel mirino della protesta della Camera penale di Benevento, che ha indetto un'astensione dalle attività dal 1 al 3 marzo. Nella delibera firmata dal presidente e dal segretario, gli avvocati Monica Del Grosso e Domenico Russo, il punto di partenza è il richiamo al Protocollo sottoscritto nel giugno 2012 da presidente del Tribunale, Procuratore, presidente della Sezione penale, presidenti dell'Ordine forense e della Camera penale. Un'intesa siglata per assicurare “il corretto e sereno svolgimento dell'udienza penale” e “rispettare la dignità di imputati, persone offese, testimoni e di ogni altra persona coinvolta nel processo”. I penalisti evidenziano che “da settembre 2016 per le udienze penali monocratiche e collegiali, salvo rare eccezioni, sono state segnalate evidenti difficoltà di celebrazione delle stesse nel rispetto di quanto stabilito dal Protocollo”.

Un rispetto del Protocollo chiesto a novembre dalla giunta dalla Camera penale al presidente del Tribunale, che aveva “sollecitato i magistrati al rispetto delle disposizioni previste”. Nonostante ciò, affermano i penalisti, “la situazione non è mutata ed anzi, in alcuni casi, si è assistito ad un ulteriore deterioramento delle già incresciose condizioni in cui gli avvocati sono chiamati ad esercitare le proprie prerogative difensive”. Una situazione che, oltre “ad arrecare disagi all'utenza tutta a causa della quotidiana fissazione di un numero di processi sproporzionato ed ingestibile, lede profondamente la dignità di imputati, parti offese e testimoni e cagiona un insostenibile nocumento ai difensori, i quali, impegnati in udienza fino a tarda ora, sono sostanzialmente impossibilitati a proseguire proficuamente l'attività professionale nei rispettivi studi”.

Di qui, considerato “che anche le udienze penali dinanzi al giudice di pace – “non è stato fin qui possibile sottoporre il Protocollo all'attenzione di un coordinatore del loro ufficio”- risultano gestire in modo confuso e disordinato”, la scelta di incrociare le braccia per tre giorni. Fissando per il 3 marzo un'assemblea in cui discutere gli argomenti che hanno determinato la decisione di disertare le udienze, “fatte salve le eccezioni previste”.