Benevento

Le deposizioni di una ginecologa e di un'assistente sociale, entrambe citate come testimoni della difesa, hanno chiuso l'istruttoria dibattimentale. L'attesa, ora, è tutta per la discussione e la sentenza del Tribunale- appuntamento il 16 giugno- sul processo, celebrato senza pubblico, a carico di una donna che l'ex amante ha accusato di aver fatto credere al marito di essere il papà di una bimba che lui, al contrario, sostiene sia il frutto della loro relazione extraconiugale.

Alterazione dello stato civile, questa l'imputazione, grave, a carico della donna, difesa dagli avvocati Vincenzo Regardi e Roberto Pulcino, che rischia, in caso di condanna, anche la perdita della potestà genitoriale. I fatti, ambientati in un centro irpino che ricade nella giurisdizione del Tribunale sannita, risalgono ad una dozzina di anni fa, quando la donna aveva messo al mondo una bimba che era stata regolarmente registrata dopo il riconoscimento del coniuge. Per quest'ultimo, nessun dubbio.

Non è dello stesso avviso la Procura, che ritiene che lui sarebbe stato indotto dalla moglie a credere che le cose siano andate così. Una contestazione determinata dalle affermazioni dell'uomo al quale era stata legata – parte civile con l'avvocato Luigi Franza - , che, dopo essere stato lasciato, di fronte ad una realtà, quella della paternità, che giudicava non vera, aveva iniziato a perseguitare la ex. Pedinamenti, telefonate ad ogni ora, una serie di comportamenti che gli sarebbero costati l'arresto ed alcuni procedimenti per stalking. A quel punto, aveva deciso di denunciare l'ex amante. “Quella bimba non è figlia di tuo marito, ma mia...”. Una vicenda incredibile.