Benevento

«“Con l’arte e la cultura non si vive”, diceva l’ineffabile ministro della Finanza. Ma senza si può morire, e certamente il futuro non riuscirebbe a intercettare forte il segnale della memoria e della identità di un popolo».
Così, in una nota, l'associazione Campus interviene sull'episodio dell'Hortus Conclusus.

«Il nuovo episodio di vandalismo o di “distrazione colposa” (entrambe forme di assassinio sociale) che ha colpito l’Hortus Conclusus, con la decapitazione di una delle statue-simbolo della magia di questo luogo, rappresenta uno dei punti più alti della sfida tra l’indifferenza e il progetto, la sciatteria e la nobiltà delle strategie, tra il fastidio delle pratiche e la scommessa di una ordinaria profezia.

Il “killer” dell’Hortus viene da lontano e speriamo non vada lontano. Bisogna combatterlo senza tregua, bloccarlo e neutralizzarne il potenziale di distruzione che porta con sé.
“Rete Campus” dichiara l’Otium Conclusus. Recuperare ogni energia civile per affrontare con coerenza e senso di responsabilità il tema della salvaguardia dei beni culturali della città e del Sannio; istituire una Unità di crisi dei beni culturali, convocare i responsabili di Comune, Provincia e Soprintendenza allo stesso tavolo e affrontare in maniera definitiva tutti i nodi e le scandalose situazioni che caratterizzano il settore: Hortus, Teatro romano, chiostro di Santa Sofia, mostra su Ciro, e altre “ferite” aperte sul territorio; redigere il disciplinare per la gestione e l’utilizzo dell’Hortus».

Campus lancia l'appuntamento. Ci si ritroverà domenica 5 febbraio, alle 11, con un presidio e un'assemblea pubblica nell'Hortus Conclusus.