Benevento

Verona ma che fai? E' la prima domanda che viene in mente dopo l'emozionante sfida del Bentegodi. Mentre nell'aria c'è ancora il profumo di un match entusiasmante, combattuto con grinta e determinazione da entrambe le squadre, avanzano prepotentemente dichiarazioni fuori luogo da parte di addetti ai lavori veronesi. Stiamo parlando di mister Pecchia e del diesse Fusco. Brucia il pareggio col Benevento. Come se a perdere i due punti fosse stata la squadra di Pecchia. Forse in un'altra vita. Ma non in questa, non ieri in una notte magica per i tifosi della strega. Il Benevento ha brillato, ha dimostrato che in fondo non c'è tutta questa differenza tra la neo promossa in serie Cadetta e la big da poco scesa dalla A. Baroni non ha avuto paura e ha schierato una squadra decisamente offensiva con ben quattro attaccanti. Cissé ha fatto il fenomeno e poi ha perso la testa ma il rosso è stata una punizione eccessiva. Lo avrà capito il direttore di gara che poi ha usato lo stesso pugno duro con Pazzini. L'episodio ha fatto arrabbiare parecchio il Verona che ha pensato bene di rifugarsi in frasi figlie di un vittimismo malsano. Perché al di là degli errori arbitrali che hanno penalizzato entrambe le squadre ma con due interventi giusti e importanti come il gol annullato a Cissé e il rigore dato ai padroni di casa nel finale (diamo a Cesare quel che è di Cesare) c'è stato anche un avversario, il Benevento, che merita rispetto. E allora Verona che fai? Il calcio è altro... E' saper accettare il risultato, è saper ammettere quando l'avversario è più forte. E' saper dimostrare coi fatti di essere una squadra che merita la A.