In Sicilia per un risultato positivo scacciapensieri. L’Avellino si è messo alle spalle un mese di gennaio versione stillicidio mentale, trascorso ad incassare rifiuti e a travestirsi, in più di una circostanza, da Dorando Pietri: giù per terra ad un passo dal traguardo di mercato dopo trattative alla stregua di sfiancanti maratone. Dalle ore 23 del 31 gennaio, però, la pagina è stata inevitabilmente voltata. I “no” di Gucher, Daprelà e Brivio; le "porte in faccia" per Longhi, Crivello, Evacuo e Rizzato - tra gli altri e in ordine sparso - rappresentano la prova di un appeal diventato improvvisamente scarso, per via della posizione di classifica, dello spauracchio di una pesante penalizzazione per il calcioscommesse, ma anche per le oggettive difficoltà pronte a tramutarsi in affari (o presunti tali) sfumati. Inizia un nuovo capitolo. La parola passa definitivamente al campo. Per fortuna, verrebbe da dire, almeno guardando il rendimento dei lupi nelle ultime quattro giornate di campionato: 8 punti. Tradotto in risultati, visto che la matematica non è un’opinione: due vittorie, due pareggi, ma soprattutto zero sconfitte.
Tutti aggrappati a Walter Alfredo Novellino: il vero rinforzo per la stragrande maggioranza dei tifosi; l’allenatore che ha dato certezze ai suoi calciatori badando al sodo, fin dal principio, a partire dal modulo: 4-4-2. Senza fronzoli ed esperimenti. Ognuno al suo posto senza cervellotiche invenzioni. Ecco, largo a sinistra, nel pacchetto arretrato, il mister avrebbe voluto un giocatore navigato. Non ne ha mai fatto mistero. Lo ha ribadito a più riprese. Non è arrivato. Il tortuoso percorso della cosiddetta finestra di riparazione ha portato in dote in extremis dalla Giana Erminio, con tanto di corsa contro il tempo per anticipare un'operazione programmata per giugno, il classe 1992 Matthias Solerio. Ragazzo motivato, di cui si dice un gran bene, alla prima esperienza in Serie B. Oggettivamente non il profilo richiesto dal mister, che ieri, in conferenza stampa, ha ammesso testualmente: “Quando un giocatore arriva dalla Lega Pro si storce sempre il naso, ma ha potenzialità" per poi lasciar intendere che non resta ciò che è ovvio ma non banale: adesso c’è da tirare fuori il meglio da chi è a disposizione per conquistare la salvezza. E allora, sotto col Trapani. Lunedì, stadio “Provinciale” di Erice, ore 20:30: le coordinate di un'autentica sfida salvezza.
Doppio imperativo: non perdere per evitare che i granata, ultimi in classifica ma reduci da due successi consecutivi, si portino a -3 rientrando definitivamente in corsa nella lotta per non retrocedere; portare a casa un risultato positivo per continuare la scalata in classifica. Certezze e continuità anche negli interpreti per Novellino, che sembra orientato a confermare, davanti a Radunovic, la linea a quattro composta da Gonzalez, Jidayi, Djimsiti e Laverone. Quest’ultimo chiamato dalla sua guida tecnica a tramutare la “timidezza sulla fascia sinistra in un'arma importante”. A centrocampo rientra capitan D’Angelo. Farà coppia, salvo colpi di scena, con Paghera: difeso da Novellino dopo essere stato beccato da una parte dei supporters irpini sabato scorso, contro la Virtus Entella; pronto a fare staffetta con Moretti, che si avvicina a grandi passi verso la migliore condizione fisica. Belloni a sinistra e Lasik a destra le altre scelte per continuare lungo il solco di autostima e gioco ormai tracciato, a meno di impiego di Laverone in favore dello slovacco con il conseguente inserimento di Perrotta in difesa. In attacco mancherà ancora Castaldo, indisponibile al pari di Asmah e Gavazzi. Avanti tutta con Verde e Ardemagni. Isolarsi dalle pressioni e dai giudizi. Isolare il Trapani in coda alla graduatoria. Per dirla alla Novellino, a cui piace tanto l’inglese, l’Avellino è chiamato a regalare e regalarsi “a great monday night”.