Una Salernitana brutta, con poche idee e in grande sofferenza soprattutto a centrocampo conquista un solo punto contro un Novara totalmente rinunciatario e che, dal primo all’ultimo minuto, ha badato soltanto al pareggio attuando un calcio falloso e ostruzionistico. Per la prima volta da due mesi a questa parte, anche Bollini ha lasciato il campo tra i fischi del pubblico che, in parte, inizia a rimpiangere l’ex allenatore Giuseppe Sannino. Cosa è cambiato rispetto alla gestione precedente? La Salernitana, tutto sommato, è sempre la stessa: segna e costruisce poco, non chiude le partite, fa fatica a mettere le punte in condizione di far male, in alcune fasi del match si addormenta e subisce le iniziative degli avversari , una serie di problematiche che giustificano una posizione di classifica anonima, che non preoccupa né permette di sognare. Bollini, dunque, dovrà dimostrare sul campo di meritare la grande occasione concessagli dalla società: ad oggi lo score parla di 3 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte, con prestazioni altalenanti ed una serie di equivoci da risolvere a stretto giro di posta.
La gara. Più per obbligo che per reale convinzione, la Salernitana è scesa in campo con il 3-4-3. Gomis tra i pali, difesa a tre con Perico, Schiavi e Bernardini, sugli esterni esordio dal primo minuto per Bittante, con Vitale sull’out opposto e l’inedito tandem Minala- Busellato a copertura del tridente composto da Improta, Coda e Rosina, chiamato a riscattare la pessima prova di Verona. L’avvio sembrava incoraggiante e la Salernitana riusciva a rendersi pericolosa in un paio di circostanze grazie alle belle giocate degli esterni. Lo schema era praticamente sempre quello: lancio dalle retrovie, spizzata di Coda, inserimento di Rosina e cross a tagliare sul secondo palo, peccato che Improta non si sia fatto mai trovare pronto alla deviazione vincente sotto rete. Con il passare dei minuti il ritmo cresceva e la Salernitana chiudeva il Novara nella propria metà campo senza tuttavia sfruttare al meglio le numerose palle inattive a favore. Due le occasioni migliori: prima Rosina, imbeccato da un ottimo Coda, poi Improta si facevano ipnotizzare da Da Costa permettendo al Novara di restare in partita. Il gioco sugli esterni risultava particolarmente efficace, i limiti emergevano pienamente quando il pallone arrivava tra i piedi di Busellato e Minala: quando si trova un avversario così chiuso a protezione dello 0-0, è fondamentale avere in mediana almeno un calciatore dai piedi buoni, bravo a trovare lo spunto e a far girare il pallone senza ricorrere sempre a inutili lanci lunghi. Unica nota positiva la tenuta del reparto arretrato, molto bravo ad arginare gli attaccanti piemontesi e a limitare i danni. Gomis, quando chiamato in causa, non è apparso irreprensibile, ma tutto sommato non ha mai rischiato la capitolazione.
Nella ripresa il Novara passava al 4-4-1-1, chiudendo gli spazi sugli esterni e portando talvolta anche dieci elementi dietro la linea della palla. Solo a sprazzi la Salernitana è stata arrembante, ma nel momento di maggiore spinta mister Bollini ha deciso di togliere Vitale affidandosi a Zito, un cambio rivelatosi sbagliato. Da quel momento in poi, infatti, i granata non sono più riusciti a creare superiorità numerica a sinistra soffrendo il palleggio elementare, ma ordinato del Novara, capace di sfiorare il gol in due occasioni: una chiusura tempestiva di Bernardini e un ottimo intervento del portiere evitavano la clamorosa beffa. Il tecnico, preoccupato dalla reazione degli ospiti, cambiava ancora volto alla Salernitana: spazio al 4-4-2, con Della Rocca al posto di Improta e Rosina al fianco di Coda, un modo per riacquisire superiorità numerica a centrocampo. Chi si aspettava l’assalto finale rimaneva deluso, neanche l’ingresso in zona Cesarini di Joao Silva per Busellato destava dal torpore una squadra particolarmente confusionaria nel secondo tempo e incapace di creare pericoli a Da Costa, se non sugli sviluppi di un’azione confusa e sventata con bravura dal pipelet piemontese. Uno 0-0 frutto di una partita brutta nel suo complesso, a cospetto di un Novara che ha giocato per il pari e che ha approfittato della lentezza del centrocampo granata.
Gaetano Ferraiuolo