Benevento

La partita di ieri tra Benevento e Carpi ha segnato un passo indietro importante da parte dei giallorossi. Per carità, si può perdere ma lo si faccia con onore come detto giustamente da Ignoffo al termine della gara. Come al solito il tecnico ha dovuto fare i conti con delle assenze importanti, due su tutte quelle di Volpicelli e Donnarumma. A centrocampo la coppia formata da Maisto e Mincione non ha convinto. Sono mancate le giuste geometrie per un attacco che si è dimostrato fiacco e sterile. Il 4-2-4 di partenza ha chiaramente mostrato la voglia di diventare subito protagonisti, ma il Carpi si è rivelato un osso duro e il Benevento non ha trovato la giusta reazione, forse anche perché non si aspettava un atteggiamento del genere da parte dei biancorossi. Brignola ha cambiato spesso posizione giocando su tutto il versante della trequarti, ma neanche per lui non era giornata e lo si è visto in campo.

Nel buio generale una menzione la merita la difesa che ha saputo fronteggiare le azioni offensive degli avversari. Il primo gol è giunto su palla inattiva, mentre il raddoppio sugli sviluppi di un contropiede a partita ormai finita. Sicuramente occorreva maggiore attenzione, ma in un contesto negativo come quello che si è visto ieri, Ignoffo può continuare a fare affidamento sulla retroguardia, soprattutto nella coppia composta da Caiazza e Rutjens, che non sta affatto dispiacendo.

Al termine della gara il tecnico, attraverso i nostri microfoni, ha fatto delle dichiarazioni importanti. “Qualche ragazzo deve ancora maturare”. Non ci vogliamo addentrare in discorsi che interessano solo lo spogliatoio, ma delle prestazioni individuali avvenute negli ultimi tempi lasciano riflettere, soprattutto per quanto concerne la mancata voglia di fare con totale assenza di determinazione. Siamo certi che le sapienti mani di Ignoffo cercheranno di sbrogliare anche questa matassa, considerato che in un contesto giovanile una guida forte ed esperta potrebbe rivelarsi una preziosa ancora per imboccare nuovamente la via giusta. 

Ivan Calabrese