“Dalla mezzanotte di domenica scorsa Rita Bernardini, Coordinatrice della Presidenza del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, ha ripreso lo sciopero della fame per chiedere lo stralcio della riforma penitenziaria dal Disegno di Legge sul Processo Penale”. A darne notizia è la L.I.D.U. (Lega italiana dei diritti dell'uomo) di Benevento le ha inviato un messaggio di solidarietà e sostegno “per la sua lotta non violenta in difesa dei diritti umani ed in particolare dei diritti delle persone private della propria libertà. Di seguito il testo inviato da Luigi Diego Perifano - Presidente della L.I.D.U. Benevento e Giuseppe Di Gioia – Segretario della L.I.D.U. Benevento”
“Cara Rita, tra qualche giorno riprenderà al Senato la discussione sul ddl inerente la Riforma Penale: la richiesta di stralciare dal ddl la parte relativa alla riforma penitenziaria si basa sulla possibilità di coagulare più facilmente una maggioranza intorno al tema urgente e doloroso della condizione della vita carceraria, e per dare forza a questa richiesta hai deciso di intraprendere nuovamente lo sciopero della fame.
E’ una scelta, ben lo sappiamo, che nasce da una necessità.
La necessità di agire per portare un maggior tasso di legalità nelle carceri italiane e per combatterne il sovraffollamento, problema che si sta riproponendo in maniera sempre più forte a causa dell’aumento di duemilacinquecento detenuti nell’ultimo anno.
L’esigenza di supportare i detenuti, una volta riacquisita la libertà, nel loro tentativo di reinserimento nella società, l’urgenza di affrontare sia il problema sanitario all’interno delle carceri che quello del difficoltoso meccanismo di accesso alle pene alternative, rendono il tuo impegno e la tua forma di lotta non violenta estremamente utili e significative in questo momento storico.
La LIDU di Benevento ti offre il proprio sostegno e la propria solidarietà, apprezzando il tuo impegno in difesa dei diritti umani: ti aspettiamo a Benevento, fra pochi giorni, per discutere, pubblicamente, di problemi e soluzioni per il sistema penitenzio italiano".