Benevento

Che bello stupirsi ancora di alcuni atteggiamenti. E' la forma stessa di una alienazione nei confronti di un mondo contorto. Guai ad abituarsi e ad accettare alcune espressioni che mai dovrebbero appartenere al genere umano. Tra queste c'è il razzismo. In tutte le sue forme. Con gesti e con parole. Nulla dovrebbe essere tollerabile, indipendentemente dal destinatario delle offese. Da un uomo di colore ad un meridionale. Eppure in Italia e nel calcio sembra che esistano delle differenze, il razzismo di serie A non accettabile e quello di B. Si divertono i veronesi ad utilizzare la propria curva come vetrina per lanciare offese di stampo razzista nei confronti delle tifoserie del Sud. Azioni che si ripetono continuamente perché tollerate da chi dovrebbe garantire il rispetto per l'altro in un paese democratico. Macché... parole al vento... E l'ennesimo articolo che mai arriverà a destinazione. Ma noi non molliamo. Perché vogliamo ancora stupirci. Per non accettare passivamente simili comportamenti. Ha più colpa il tifoso veronese che povero di mente crede davvero che il meridione sia luogo abitato da “simmiee” o chi consente l'accesso in curva di simili striscioni? Perché non c'è mai un referto su cori razzisti che consenta al giudice sportivo di chiudere quella parte dello stadio? Provvedimento tante volte utilizzato ai danni di tifoserie italiani. Ma mai indirizzato a quella veronese. Perché? Forse perché in Italia il razzismo nei confronti dell'altra parte del paese è accettato e condiviso? Ci auguriamo di no e continueremo a stupirci ogni qualvolta saremo costretti ad assistere a simili ingiustizie. Un appello però lo lanciamo. A chi? Andrebbe stilato un elenco, ma stavolta ci soffermeremo sul capo della B. Persona distinta ed educata, sempre attento al rispetto delle regole. Eh sì stiamo parlando di Abodi, riconfermato da una settimana e proiettato verso incarichi anche più importanti come la presidenza della Figc. E' l'augurio che gli facciamo con la speranza che diventi portavoce di un malessere che accomuna tutte le tifoserie meridionali. Perché gli sfottò sono belli, per carità, sono il colore del calcio mondiale, ma il confine con ciò che è tollerabile è sottile. Evitiamo ipocrisie e gesti contraddittori. Ben vengano le iniziative sulla solidarietà, quelle che stanno portando le squadre di B negli ospedali, tra gli anziani, ma non vanifichiamo simili iniziativi accettando passivamente comportamenti a sfondo razzista. E' questo il messaggio che vogliamo lanciare ai più giovani?