di Andrea Fantucchio
Graffiti osceni sui muri: falli di diverse dimensioni e colori, scritte a sfondo sessuale. Sul pavimento una busta di plastica con all'interno bucce di mandarini e bottiglie di birra semivuote. Vetrine imbrattate di negozi ormai chiusi. La rete metallica strappata, con un largo foro in mezzo, attraverso il quale si arriva dall'altro lato del balcone. Da qui è possibile vedere la sede del comune di Avellino, sembra quasi di poterla toccare. La stessa cosa accade dal lato opposto con il Mercatone. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video di Ottopagine - A fine articolo tutte le foto)
Siamo sui balconi in via Sant'Anna. Un ritaglio di città alla mercé di degrado e incuria. Approfittando della zona isolata, i vandali hanno dato il meglio di loro stessi. Su queste mattonelle, a due passi dai portoni dei palazzi, cicche di sigarette e disegni con la vernice.
Questo luogo visse i suoi dieci minuti di celebrità la scorsa estate, quando qualcuno riprese una coppietta focosa che aveva deciso di far sesso quassù. Senza curarsi degli sguardi indiscreti. Il video aveva fatto il giro del web e tutti erano venuti a conoscenza di questo posto. Un dei tanti non luoghi di Avellino, divenuto ritrovo dei ragazzi della città che ne dispongono a proprio piacimento.
Il quadro disastroso continua anche nei balconi adiacenti e fra le tante attività commerciali oggi chiuse. Mentre riprendiamo la situazione, una ragazza passa a due passi da noi. Ci passa accanto e ci osserva, poi continua il suo percorso. Meccanicamente. Arriva al suo negozio. Due giri di chiave, scatta il lucchetto, e la porta si apre. Lei continua imperterrita la propria attività. Non è la sola. C'è chi continua a combattere con la propria quotidianità.
Eppure il contesto è piuttosto scoraggiante. Non solo il Mercatone, poco più in là anche Piazza del Popolo e giù lungo la scalinata fino alla fontana del Grimoaldo. Anche quella un cantiere, cosa vi aspettavate. In questa area di città continua il degrado del centro storico. Da via Nappi, procedendo lungo il così detto stretto, fino a Corso Umberto I, e poi per via Circumvallazione. E chi ci va di mezzo sono commercianti e cittadini costretti a fare i conti con cantieri perenni, nessun parcheggio o attività per far rivivere la zona.
Lo stato dei luoghi però non giustifica certo lo scempio di questi balconi, tutt'al più lo contestualizza. Senza controllo, l'inciviltà regna sovrana. E continuerà a farlo, per chissà quanto tempo ancora.
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