Benevento

Verso l’archiviazione a rapidissimi passi. A meno di ulteriori sviluppi, sembra essere questo il destino dell’indagine del sostituto procuratore Nicoletta Giammarino e della Squadra mobile di Benevento sul caso del docente avellinese, ex collaboratore esterno dell'Ateneo del Sannio,  che nel settembre dello scorso anno era finito alla ribalta della cronaca nazionale dopo un servizio delle Iene che l'aveva additato come l'autore di proposte di sesso in cambio del superamento dell'esame di matematica. 

La trasmissione di Italia 1, come si ricorderà, aveva mandato in onda alcune immagini realizzate con due attrici e le parole di una donna, in video a volto coperto. La vicenda aveva fatto molto rumore, da qui la necessità di avviare i necessari accertamenti. Con l'obiettivo di stabilire se i comportamenti addebitati al professore, che l'Università aveva subito sospeso da ogni incarico – ed altrettanto aveva fatto anche l'istituto superiore avellinese presso il quale insegnava – potessero aver interessato, al di là della rappresentazione televisiva, anche altre ragazze che  avevano sostenuto la prova di matematica all’Unisannio. Una ventina – un campione tra centinaia di nomi – le studentesse, provenienti non solo da Benevento e dalla sua provincia ma anche dai territori limitrofi, ascoltate come persone informate sui fatti: testimoni, dunque, con l'obbligo di non mentire. Un’attività investigativa che non avrebbe restituito particolare sorprese: se davvero è così, si tratterebbe di una circostanza che spiegherebbe l’esito dell’inchiesta.

“Nulla di reale, è soltanto una montatura”, aveva spiegato ad Ottopagine, che per primo l'aveva interpellato, il professore chiamato in causa. “Sono stato tirato in ballo, dopo essere stato abilmente provocato, in una scena da film”, aveva aggiunto. Chiedendosi, infine, perchè mai quella ragazza apparsa col volto oscurato non “avesse denunciato tutto alle autorità competenti o al rettore”.

Enzo Spiezia