Salerno

L’anticipo della quarta giornata di campionato tra Vicenza e Salernitana è stato diretto da Antonio Rapuano. Il 32enne fischietto della sezione di Rimini, al secondo anno di Can B,  ha raccolto al Menti il suo 26° gettone di presenza in cadetteria, decimo stagionale. La prestazione è stata sufficiente in una partita agonisticamente abbastanza tirata, ma sostanzialmente corretta. Ha tollerato un po’ troppo sotto il profilo disciplinare i falli tattici dei padroni di casa, soprattutto nella prima parte di gara nelle ripartenze di Ronaldo, a sua volta però non graziato successivamente dal giallo. Anzi, il brasiliano nella ripresa ha rischiato in un paio di occasioni la seconda ammonizione e opportunamente mister Bollini lo ha sostituito.

Nel primo tempo al 20’ l’episodio più discusso della gara: il Vicenza reclama un calcio di rigore per un mani in area di Schiavi su tiro di Vita. In effetti il difensore fa scudo col proprio corpo sulla conclusione dell’avversario, ampliando il volume e colpendo con spalla e braccio, l’arbitro fa subito cenno di continuare. In effetti la concessione di un calcio di rigore nell’occasione non sarebbe stata scandalosa. Al 33’ inutili proteste dei biancorossi per un presunto fallo di mano sempre di Schiavi. Giustamente l’arbitro non ravvisa gli estremi del penalty. Nella ripresa è la Salernitana a reclamare il tiro dal dischetto per un atterramento di Vitale da parte di Rizzo: anche in questo caso fa bene Rapuano a lasciar correre. Se contatto c’è stato era fuori dall’area e dentro il granata è caduto in un contrasto che è parso regolare. Al 32’ Coda si scontra con Vigorito in uscita e va a terra: il portiere tira indietro le gambe e l’attaccante cade successivamente senza essere toccato. Non c’è fallo,  con  il granata che rischia la sanzione per simulazione.

Maurizio Grillo