Avellino

Due giorni per ascoltare gli ultras. In dieci sono stati sentiti dalla Digos di Avellino. Con il leader della curva Franco Iannuzzi hanno raccontato la loro versione dei fatti spiegando quanto accaduto all'incrocio tra via De Gasperi e contrada Amoretta. Sarebbe stato individuato il responsabile del lancio di un oggetto contro l'auto a bordo della quale i dirigenti dell'Hellas Verona stavano raggiungendo lo stadio "Partenio-Lombardi".

I presunti aggressori rischiano una denuncia, non un fermo di polizia, essendo passata la flagranza di reato. Oggi intanto la Digos porterà in procura l'informativa che determinerà l'apertura di un fascicolo. Per la polizia un atto che deve essere punito, per i tifosi l'epilogo di un'azione a protezione della vettura. Franco Iannuzzi ha spiegato che il gruppo di tifosi, quando qualcuno ha visto la sciarpa, si è avvicinato per farsi dare il vessillo per evitare problemi agli occupanti della vettura.

«C'è uno del Verona» avrebbe detto ad alta voce un tifoso che stava consumando un panino davanti alla pizzeria alla rotonda, uno degli esercizi commerciali nello slargo. In 10, forse 15 avrebbero accerchiato la Bmw e si sarebbero scagliati contro un uomo che aveva una vistosa sciarpa (si chiarirà che era blu amaranto) seduto avanti, al posto passeggeri. L'uomo alla guida si sarebbe spaventato facendo improvvisamente retromarcia, al punto che qualcuno avrebbe temuto anche di essere investito.

Una pietra sarebbe stata lanciata sfondando il vetro della portiera anteriore destra. Poi nell'abitacolo sarebbe stata lanciata anche una bottiglia di vetro, che avrebbe colpito al corpo il presidente degli scaligeri Maurizio Setti. Trenta secondi di paura. 

Intanto si attende il responso dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, del ministero dell'Interno, che entro domani dovrebbe dare le proprie determinazioni sul caso Avellino. La tifoseria potrebbe rischiare di non seguire la trasferta di sabato a Cittadella.