Avellino

 

di Andrea Fantucchio

In Irpinia è ancora emergenza rifiuti. Per i 52 comuni nei quali la scorsa settimana è stata sospesa la raccolta dell'umido. Dopo la mancata proroga della Provincia a Irpiniambiente Proroga che concedeva l'utilizzo dello Stir di Pianodardine per la raccolta della frazione umida. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio di Ottochannel del collega Angelo Giuliani. Riprese e Montaggio: Matteo Piscopo)

Tutti i tentativi della società provinciale di trovare una destinazione alternativa ai rifiuti, sono falliti. Oggi la raccolta dell'umido sarà comunque effettuata in quindici comuni irpini:  Atripalda, Cairano, Carife, Castelbaronia, Castelvetere sul Calore, Grottolella, Luogosano, Montefalcione, Montefredane, Rocca San felice, Sant'Angelo all'Esca, Sant'Angelo dei Lombardi, San Michele di Serino, Santo Stefano del Sole, Tufo.

La cronaca. L'azienda Defiam di Serino, come Ottopagine vi ha raccontato, venerdì scorso ha rifiutato di mettere a disposizione il proprio deposito. Sulla decisione del manager di Serino, Filomeno De Feo, pare abbia pesato da un lato il parere della comunità d'appartenza, preoccupata dall'arrivo degli altri rifiuti, dall'altro quanto accaduto a novembre scorso. Quando, scaduta la prima proroga provinciale per l'utilizzo dello Stir, la Defiam si offrì dare una mano col proprio deposito. Ma l'offerta dell'azienda serinese fu declinata. Un altro no secco, Irpiniambiente l'ha ricevuto ieri dall'amministrazione Manocalzati.  Proprio nel comune del sindaco Pasquale Tirone c'è un altro impianto, quello di Fir Ecologia (Ex Irm). 

Da evidenziare i tanti silenzi della società provinciale e di Palazzo Caracciolo (sede della Provincia). Silenzio che spesso ha dato vita anche a scene tragi-comiche. Vi abbiamo raccontato della "fuitina" Boccalone-Preziosi.

Continua la “caccia” al privato che potrebbe sbloccare la situazione.  Rispunta il nome della Dentice Pantaleone di Montefredane.  Domani è previsto un incontro fra Irpiniambiente, l'imprenditore irpino e il sindaco di Montefredane Valentino Tropeano.

La soluzione privata andrebbe ad affiancarsi al deposito di Flumeri. Evitando di portare i rifiuti fuori provincia. Come accade col deposito di  Giffoni Vallepiana. Con un aumento dei costi. Vedremo, se domani sarà davvero il giorno decisivo per la risoluzione di questo “caso rifiuti”. Un'emergenza sintomatica di un ciclo dell'immondizia da ridisegnare. A partire dagli impianti. Oggi, la frazione umida viene raccolta e portata in depositi temporanei, in attesa di essere poi trasferita a nord Italia. Con un'inevitabile aumento di costi per i trasporti.

Andrebbe perciò trovata una strada alternativa. A partire dall'ipotesi di chiudere il ciclo in provincia: con una struttura adeguata che lavori in loco i rifiuti e li ricicli. Una struttura che andrebbe collocata comunque in una zona non dannosa per nuclei abitativi e produttivi. Così come va intensificata la raccolta differenziata porta a porta, che comunque ha bisogno delle sue strutture. Insomma, l'improvvisazione o le soluzioni tampone che hanno largamente caratterizzato gli ultimi vent'anni del ciclo rifiuti in Irpinia, non sono più sufficienti. Né si possono trovare alibi strumentali.

Come l'attacco di Irpianiambiente che denunciava un “clima pesante”, riferendosi all'attività dei comitati ambientalisti. E dall'inchiesta svolta dalla Procura sugli impianti produttivi della Valle Del Sabato. Molti dei quali sono stati considerati fuori legge in materia di inquinamento ambientale.

L'attività della magistratura e dei cittadini, è soltanto da lodare. Poiché pone finalmente l'attenzione su un tema, quello dell'inquinamento ambientale, troppo spesso ignorato in favore del profitto. Un profitto però costruito, altrettanto spesso, sulla pelle proprio dei cittadini. Che, invece, meritano rispetto.

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