Davvero strana la tifoseria granata: da un lato chiede attaccamento alla maglia e grandissimo impegno sul rettangolo verde, dall’altro contesta - in minima parte - l’operato di un calciatore che snatura sé stesso pur di mettersi a servizio della Salernitana anteponendo a tutto il bene della squadra. Stiamo parlando, naturalmente, di Alessandro Rosina, elemento dal rendimento talvolta al di sotto delle potenzialità, ma che sta disputando comunque un buon campionato riscoprendosi preziosissimo non solo negli ultimi 20 metri, ma anche e soprattutto quando si tratta di arretrare e dare una mano in fase di non possesso.
Dopo venerdì qualcuno ha parlato addirittura di prova anonima, probabilmente peccando di scarsa attenzione. Rosina ha fornito 4 assist invitanti ai compagni, ha duettato alla grande con Vitale sulla sinistra creando sovente la superiorità numerica e, dopo l’uscita di Ronaldo, andava a prendersi il pallone fino al limite della propria area di rigore trasformando rapidamente l’azione da difensiva ad offensiva. Per uno che non ha svolto ritiro estivo né richiamo di preparazione in inverno a causa di un infortunio, correre a tutto campo per 95 minuti è “tanta roba”, un atteggiamento da leader e da grandissimo professionista rimarcato più volte anche dall’ex allenatore Sannino. “Trovatelo un numero 10 che recupera trenta palloni a partita e che rincorre l’avversario per 60 metri” dichiarò in sala stampa, invitando tifosi, giornalisti e opinione pubblica a giudicarlo non per i dribbling o per i gol, ma per l’apporto dato alla squadra.
Meritato il riconoscimento della fascia di capitano, giusto farlo partire dal primo minuto anche quando era reduce da prestazioni poco brillante, doveroso dargli fiducia e riconoscere alla proprietà il merito di aver puntato su un talento che, in questa categoria, può essere ancora determinante. Discutere della durata del contratto o dell’ingaggio, in questo momento, avrebbe poco senso: siamo certi che se lo avessero preso altre squadre, il partito dei critici avrebbe accusato Lotito di non voler investire. La verità è che la qualità si paga e che Rosina può essere un punto di forza del presente e del futuro. Anche i numeri sono dalla sua parte: gol importante a La Spezia, rete inutile col Vicenza (ma che gol!), zampata anche contro Ternana, Frosinone (di testa!) e Carpi, senza dimenticare i tre legni colpiti, la prova sontuosa di Bari, i 5 assist vincenti per i compagni ed una collocazione tattica che non gli ha sempre permesso di rendere per quelle che sono le sue peculiarità. L’erba del vicino è per antonomasia sempre più verde, ma Rosina è un problema soltanto per chi non ce l’ha.
Redazione Sport