Avellino

«Questo è il momento del cordoglio per la morte di persone innocenti, ma bisognerà fare chiarezza su come si sia potuta introdurre un’arma all’interno di un tribunale. Per questo in piena sintonia con il procuratore Rosario Cantelmo abbiamo contattato il prefetto, Carlo Sessa, perché si faccia subito un piano di messa in sicurezza per il Tribunale di Avellino». Sono le parole del presidente del tribunale di Avellino, Michele Rescigno, dopo la sparatoria avvenuta a Milano, in cui ha perso la vita anche un giudice irpino, Ciampi. Domattina sul caso della sicurezza nel tribunale di Avellino è stato convocato un tavolo per l'ordine pubblico e sicurezza. Ad Avellino infatti non sono presenti i meta detector.

 

«Sono esterefatto». «E' successo qualcosa di assurdo, se si pensa che è avvenuto in un tribunale come quello di Milano. Sorgono spontanee tutta una serie di domande.  I sistemi di sicurezza dei palazzi di Giustizia devono essere blindati. Come nel caso di Avellino. Ci sono due accessi, di cui uno per personale, avvocati e giudici, Il secondo è presidiato dai vigili urbani, ma mancano i metal detector. Domani nel corso del tavolo in prefettura, convocato dal prefetto Sessa, parleremo ancora una volta della necessità di dotare il nostro tribunale di questi dispositivi che garantiscano la sicurezza di una struttura così importante. Solleciteremo ancora una volta il Ministero. Il controllo non può permettersi di avere punti di debolezza. Qualcosa a Milano non ha funzionato. E' impensabile e impossibile che si sia potuto introdurre un’arma in un tribunale. Non è la prima volta in Italia che accade ma deve essere l’ultima. Inoltre colgo l'occasione per esprimere il più profondo cordoglio alla famiglia del giudice Ciampi».

 

Simonetta Ieppariello