Sono ormai tanti i Comuni che hanno detto basta all'arrivo degli immigrati. Dal Sannio all'Irpinia dove negli ultimi giorni si sono registrate proteste e manifestazioni o, come accaduto a Vitulano nel Sannio, decisioni prese dai sindaci per ostacolare le direttive impartite dalla Prefettura in merito all'accoglienza. L'ultimo episodio è quello di Ceppaloni dove ieri il sindaco Claudio Cataudo in una lettere inviata proprio al Palazzo del Governo ha annunciato che anche il suo territorio è saturo. Non riesce più ad accogliere nessuno.

Situazioni differenti ma con al centro sempre loro: i migranti. Persone giovani che arrivano sulle nostre coste dopo aver rischiato di morire prima nelle loro terre, poi in mezzo al mare. Aggrappati a gommoni e imbarcazioni sempre meno sicure, in balìa di gente senza scrupoli che una volta erano semplicemente scafisti. Oggi invece rappresentano il primo anello di organizzazioni criminali che permettono di far arrivare gli extracomunitari in Italia.

E il meccanismo si inceppa per i tempi. In tanti, infatti, vorrebbero andare altrove. Vorrebbero oltrepassare i confini per tentare la fortuna in altri Paesi. Ma non è facile ottenere i documenti, magari con lo status di rifugiato politico. E così trascorrono mesi, tanti di loro vengono letteralmente “parcheggiati” nelle località più disparate.

“Ho bloccato l'arrivo di altri migranti – aveva infatti spiegato il sindaco di Vitulano Raffaele Scarinzi – proprio perchè non avremmo potuto garantire loro un'accoglienza dignitosa e un'integrazione vera come abbiamo sempre fatto nel passato”.

Oggi invece a riempire le cronache sono le proteste di amministratori e cittadini. Ad Avellino con la “lenzuolata” per dire stop agli arrivi. Stesse scene a Prata Principato Ultra, a Sant'Angelo a Scala, a Benevento, Vitulano e Ceppaloni. Lo slogan sempre lo stesso: nessuno è razzista ma basta arrivi.

Di seguito il documentario andato in onda ieri sera su Ottachannel canale 696 del digitale terrestre. Nel video abbiamo voluto ripercorrere la protesta di Vitulano che, certamente, non sarà l'ultima.