Attraverso l'accoglienza dei migranti si può far ripartire l'economia dei piccoli comuni. I fondi ci sono ma i comuni non lo sanno e per questo la Caritas della Diocesi di Benevento - che abbraccia decine di centri delle province sannita e irpina – questo pomeriggio ha presentato un manifesto, un'opportunità per creare una rete campana dei piccoli “Comuni del Welcome”, la risposta della Caritas Diocesana di Benevento alla domanda di accoglienza di uomini, donne, giovani e bambini migranti.
La Rete Campana dei piccoli “Comuni del Welcome” è una soluzione strutturale che prevede l’utilizzo degli strumenti Europei e Italiani contro l'indigenza e per l'inclusione sociale (Sostegno all’Inclusione Attiva-SIA, PON inclusione, Strategia Nazionale per le Aree Interne); l’attuazione di un welfare comunale capace di prendersi carico delle persone fragili del proprio territorio (Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati-PTRI con Budget di Salute); l’adesione al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) che coinvolge i Comuni nell’accoglienza dei migranti. Il Manifesto per una Rete Campana dei piccoli “Comuni del Welcome” sarà attivo da venerdì 17 febbraio 2017.
In pratica, come hanno spiegato Angelo Moretti, don Nicola De Blasio, e Gabriella Giorgione - al termine l'arcivescovo Felice Accrocca ha salutato i presenti, la Caritas si offre gratuitamente per aiutare i piccoli centri ad entrare nella rete di Comuni che vorranno attivare Sprar per i migranti, i Sia (Sostegno inclusione attiva) e i Ptri, i progetti terapeutico – riabilitativi individualizzati con Budget di Salute.
"In questo momento storico la Caritas Diocesana di Benevento vuole dire agli amministratori dei Comuni del Sannio: Fermiamoci, cominciamo a progettare il futuro, solo in questo modo si può cambiare il presente. Gli strumenti ci sono”, ha affermato don Nicola De Blasio, Vicario Episcopale per la Carità dell’Arcidiocesi di Benevento, a margine della conferenza nella “Sala Stampa” della Cittadella della Carità “Evangelii Gaudium”.
Don Nicola, ha poi più volte ribadito: "Con questo manifesto non ci vogliamo mettere in tasca un euro, voglio che questo sia chiaro. Vogliamo accompagnare chi ha la governance ad avere accesso e ad utilizzare fondi che già ci sono per l’inclusione sociale".
"La novità strutturale - ha invece spiegato Angelo Moretti, coordinatore della Caritas - è in queste due parole: welfare e welcome. Il welfare è stata un’esperienza fondamentale di protezione sociale, con il welcome è importante la relazione e mettere al centro la persona".
Moretti poi si è soffermato sul fatto che "molte volte non si utilizzano le risorse finanziarie europee e italiane perché non si conoscono, ed è in questo che vogliamo porci come guida. Il SIA (Sostegno Inclusione Attiva), finanziato von 7 milioni di euro, è uno strumento straordinario attivo già da giugno 2016, ma che pochi Comuni utilizzano come occasione per fronteggiare l’indigenza. Le ASL, inoltre - ha continuato Moretti – hanno la possibilità di attuare un welfare comunale capace di prendersi carico delle persone fragili del proprio territorio attraverso i PTRI con Budget di Salute (Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati). Ma non lo fanno. Sul SIA e sui PTRI Caritas offre la propria disponibilità gratuita ad aiutare i Comuni che vogliono attivarli nella elaborazione dei progetti da presentare. I Comuni con meno di 70.000 abitanti che aderiranno alla Rete avranno la possibilità di essere affiancati, inoltre, nell’apertura di uno SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Il bando nazionale - ha anche ricordato Angelo Moretti - sarà vigente a decorrere dal primo marzo e fino al 31 marzo, poi di nuovo dal 1' e fino al 31 ottobre. Anche per la presentazione dei progetti SPRAR la Caritas, che ne gestisce ormai quattro, offre ai Comuni il proprio aiuto gratuito. Ci auguriamo che molti amministratori prendano coscienza che lo SPRAR è l’unico sistema per la buona accoglienza poiché prevede percorsi personalizzati per i beneficiari. La Prefettura – ha precisato Moretti – non può imporre centri di accoglienza nei Comuni che hanno uno SPRAR e stupisce che ad oggi siano solo cinque su settantotto le amministrazioni che hanno deciso di aderire a questo Sistema e preferiscono delegare la gestione dell’accoglienza al privato, che spesso specula sui migranti e li lascia a sé stessi".
La conferenza stampa di presentazione del “Manifesto per una Rete Campana dei Piccoli Comuni del Welcome” è stata arricchita dall’intervento dell’arcivescovo di Benevento Felice Accrocca che, salutando i giornalisti e ricordando loro di “Bene-dire” attraverso i mezzi di comunicazione, ha evidenziato l’importanza di fare rete per non disperdere le energie nell’attuazione di progetti comuni che sono un contributo alla vita sociale, economica e spirituale del Sannio.