Davanti al gip del tribunale di Salerno D.S., 37enne salernitano, accusato di aver avuto rapporti sessuali con la figlia 13enne della sua compagna nega ogni cosa. Nega anche gli sms compromettenti che lo incastrerebbero. “Non l’ho mai toccata, quei messaggi non sono miei. Mi hanno teso un tranello. Sono innocente”.
La compagna avrebbe fatto tutto con la complicità della figlia per punirlo, vista la fine della loro relazione. Molte volte la ragazzina avrebbe preso il suo telefonino per giocarci, si giustifcica il 37enne, proprio in quella occasione potrebbe aver inviato i messaggi espliciti che hanno inorridito anche i giudici. I testi intercettati dai carabinieri sono pesanti: “Sei una porcellona, ti prenderei a morsi ora”; e ancora: “Appena ti prendo sotto ti… Ti piace, dì la verità”.
Il 37enne ha respinto dunque tutte le accuse che gli sono state mosse affermando di voler bene a quella ragazzina come ad una figlia. Tutto sarebbe nato della rabbia per la fine del rapporto con la convivente. D.S. aveva chiuso relazione e si era quindi allontanato dall’abitazione madre e figlie che nel frattempo avevano fittato casa a pochi chilometri di distanza. Per avvalorare la sua tesi il fatto che nei messaggi compromettenti la ragazzina lo chiamasse sempre per nome mentre in tutti gli altri che si scambiavano no.
Redazione Salerno