Salerno

Tra le poche note liete della giornata di ieri c’è senza dubbio la prestazione di Joseph Minala, calciatore capace di calarsi immediatamente nella realtà di Salerno e di trasformare lo scetticismo iniziale in applausi convinti. Dopo aver ben figurato sia contro il Novara, sia venerdì scorso a Vicenza, ieri l’ex Latina si è tolto anche lo sfizio di segnare il primo gol con la maglia granata, un’azione caparbia che lo ha spinto sin dentro l’area di rigore per deviare in rete un tiro sbilenco di bomber Coda. Poco dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, lo stesso Minala ha sfiorato addirittura la doppietta personale con un perentorio colpo di testa che si è stampato sul palo a portiere battuto. Stravinto, dunque, il duello a distanza con Crimi, quel centrocampista invocato dalla tifoseria e che, a detta della società, non serviva “perché abbiamo già a disposizione i calciatori necessari in quel reparto, soprattutto ora che è arrivato Minala ed è tornato Odjer”.

Patron Lotito si coccola il suo gioiellino e, in sala stampa, ha riaperto un argomento ormai molto in voga dal 2011 ad oggi, quello del rapporto con la sua Lazio. “So che a Salerno non vedono di buon grado un sinergia che, invece, poteva rappresentare un’arma in più. I calciatori bravi che non do alla Salernitana, alla fine si accasano in altre squadre che militano nella stessa categoria ed è un peccato. Potevo portarne altri altrettanto bravi, ho inteso rispettare il pensiero del pubblico. Ripeto, però: è un peccato”. Che la Salernitana non sia la succursale della Lazio è chiaro da tempo e l’inversione di tendenza c’è stata soprattutto dopo l’avvento di Fabiani che, prima di firmare il contratto, chiese ampie garanzie sull’autonoma gestione del mercato. Dal 2014 ad oggi, sono stati davvero pochi gli elementi area Lazio transitati a Salerno, fatta eccezione per quel gennaio 2015 che portò in dote Oikonomidis, Prce e Tounkarà, destinati ad essere ricordati nella storia come semplici meteore mai incisive o determinanti. Va detto, obiettivamente, che Lotito non sempre ha dirottato in granata le primissime scelte della Lazio.

Anche negli anni passati gente come Cataldi, Keita, Murgia, Patric, lo stesso Morrison (tanto per fare degli esempi) non è mai approdata alla Salernitana che, al contrario, ha accolto moltissimi elementi acerbi e che, in alcuni casi, non si impegnavano al massimo perché nei pensieri c’era esclusivamente il ritorno alla casa madre. In pochissimi si sono affermati a  Salerno e l’unico che è riuscito a restare in pianta stabile è Alessandro Tuia, ieri autore di una prova altamente negativa. Per il resto i vari Iannarilli, Berardi, Adeleke, Denè, Emmanuel, Zampa, Ricci, Capua, Pollace, Strakosha, Prce e Sbraga hanno fornito un rendimento decisamente insufficiente, troppo poco per considerare produttivo il rapporto privilegiato con la Lazio. Ben venga, dunque, un talento come Minala: che sia solo l’inizio…  

Gaetano Ferraiuolo