ZERO: Ai sapientoni, agli scienziati che a “Quelli del Calcio” prospettavano una serie A a 18 squadre, citando la pochezza delle attuali ultime in classifica ed ironizzando sul fatto che l’anno prossimo in A potrebbe esserci il Benevento, a detta loro, altra futura meteora. Già bollati, già etichettati… Non so se ci andremo, ma la nostra passione fatecela vivere fino alla fine e dateci la possibilità almeno di provarci… Il calcio è di tutti, non sempre dei soliti… E ricordate… a volte Davide sconfigge Golia…
UNO: Alla… “sete” di Provedel. Il portiere della Pro nella ripresa, quando la squadra giallorossa ha cambiato passo, si sarà scolato 3 bottiglie d’acqua prima di ogni rinvio. Tutte le volte che il pallone terminava dalle sue parti lui, per perdere tempo, beveva manco si s’ foss’ magnat’ nu prusutt sanu san sotto il solleone. Sete che gli è poi scomparsa subito dopo il rigore, quando ha battuto velocemente una punizione dalla sua tre quarti mandando però il pallone nell’altra curva.
DUE: Come gli unici due tiri in porta fatti dai giallorossi nell’arco dell’intera partita. E’ vero che le partite si vincono anche così… con cinismo e capitalizzando al massimo le poche opportunità, ma contro una squadra che aveva nelle gambe anche il recupero infrasettimanale, si poteva evitare di regalare un tempo… e da qui di conseguenza…
… TRE: Come il primo tempo giocato in dieci. Non me ne voglia Pajac. E’ uno degli 11 e fin quando vestirà la casacca giallorossa andrà comunque sostenuto. Ma il primo tempo di Sabato è stata la brutta copia della squadra bella e spumeggiante ammirata nelle ultime uscite. Mai incisivi, lui su tutti, mai col pallino del gioco in mano, evanescenti, fino al cambio che ha riportato la strega al modulo ed agli interpreti in questo momento più adatti. Se doveva essere l’ennesima chanche… beh, è stata clamorosamente ciccata.
QUATTRO: Al giallo per lo zio che mancherà Venerdi nel match delicatissimo col Bari. Va bene provare a giocare ed impostare fin dalla nostra linea di porta, va bene ostentare tranquillità e sicurezza sempre, però il giallo è frutto di quella distrazione e superficialità che può accadere in qualsiasi momento di un incontro. Palla nostra… Cragno, Lucioni, Cragno, Lucioni… oooops palla persa… giallo!!! A volte un pallone nei distinti o in tribuna non è un delitto buttarlo.
CINQUE: Alla… pazienza chiesta a Viola e Lopez che sono scaldati praticamente per un ora. Baroni a fatt’ fa’ e fuoc’… ma il primo il campo non lo ha proprio visto, dopo che aveva tolto anche la pettorina, il secondo giusto gli ultimi 10. Se era un metodo per testare la filosofia zen su di loro, direi che il mister ha trovato l’esperimento adatto.
SEI: Umile, silenzioso, modesto, grintoso, perfetto, impeccabile. Da panchinaro quasi tagliato dalla lista a titolare pressochè inamovibile. Un nome, un cognome: Enrico Pezzi. Nulla da aggiungere.
SETTE: Alla freddezza da bomber navigato di Ceravolo. Battere un rigore a tre minuti dalla fine sapendo che hai tutto il peso e la responsabilità di decidere le sorti del risultato non è semplice. Il confine fra Inferno è Paradiso è lungo appena 11 metri. Lui sceglie di portarci verso il cielo con un’esecuzione fredda e perfetta sfatando il tabù di una Strega finalmente vittoriosa anche a Nord del Tevere.
OTTO: Ad un mio amico. Non faccio nomi. Tanto lui sa che sto parlando di lui e molti leggendo capiranno di chi si tratta. Torna allo stadio dopo due anni da “daspato” e nei suoi occhi c’era tutta l’emozione del bimbo che ha scoperto dove la mamma aveva nascosto la Nutella. Due anni lontani, da isolato e solitario ha continuato a seguire la Strega ovunque e comunque. Battezza il rientro con una vittoria. Non poteva chiedere di più. Bentornato.
NOVE: Alle lagrime a fine partita di Gennaro, il decano degli Stregoni del Nord giunto a Vercelli con il gruppo di amici di Luino (VA); 83 anni ed ancora in curva a tifare come un bimbo. A fine partite gli ero accanto. Tremava, mi sono girato ed ho visto che piangeva. “Scusami Daniè, ma mi sono troppo emozionato… è una gioia. Sono felice” mi ha detto mentre mi abbracciava… Pionieri del tifo del calcio che fu… mi ha fatto una tenerezza infinita.
DIECI: E’ un voto cumulativo. Vale 10 l’incontro fra la Curva Sud ed alcuni esponenti del tifo Vercellese. Valgono 10 le 24 ore di viaggio che sti meravigliosi amici fraterni si sciroppano tutte le settimane per seguire il Benevento ovunque e Vercelli era la meta più lontana di tutte, vale 10 il Presidente con addosso la sciarpa degli Stregoni del Nord, vale 10 continuare a sognare… Avanti così Strega… E se è vero che come recitava la famosa pubblicità… “il primo sorso affascina, il secondo Strega…”, allora nuje vulimm tutt a buttiglia!!!!
Scugnizzo69