Avellino

 

 

di Andrea Fantucchio

Da oggi l'Irpinia avrà un osservatorio anti-usura. E se i commercianti decideranno di denunciare le estorsioni subite, saranno risarciti grazie al fondo di solidarietà. Prima dell'esito di un eventuale processo. Le notizie più importanti emerse dall'incontro di oggi in Prefettura ad Avellino. (Clicca sulla foto di copertina e guarda le interviste. Riprese: Matteo Piscopo. A fine articolo tutte le foto dell'incontro).

Presenti i riferimenti dell'associazione nazionale anti-racket, composta da imprenditori e commercianti che hanno subito usura, le forze dell'ordine irpine, e il prefetto Carlo Sessa. (Alle 14.00 il servizio di Ottochannel col collega Angelo Giuliani. Canale 696)

Proprio le parole di Sessa permettono di inquadrare il fenomeno delle estorsioni in provincia di Avellino. E, soprattutto, la difficoltà con la quale si denunciano questi episodi. Spiega il Prefetto: «Nel secondo semestre del 2016 non risultano denunce per casi d’usura. Un dato grave, perché non possiamo affermare che il fenomeno non esista. La situazione criminalità, in Irpinia, è sotto controllo. Ma dobbiamo incrementare la collaborazione fra istituzioni e associazioni di commercianti».

Spiega Domenico Cuttaia, commissario straordinario del governo Gentiloni per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura: «Le vittime possono essere aiutate: più denunce ci sono, più le forze dell’ordine possono offrire tutela e protezione. Poi possiamo dare, grazie al fondo di solidarietà, aiuto alle vittime. Chi denuncia lo fa per assicurare alla giustizia il mascalzone parassita che l’ha danneggiato. E per essere risarcito, senza attendere l’esito del processo, fin dal momento della denuncia».

Continua: «Siamo qui per imprimere un ulteriore sviluppo all’attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni dell’estorsione e dell’usura. Espressioni tipiche della presenza di associazioni malavitose sul territorio. Ci auguriamo che crescano, con la creazione di questa associazione, il numero di denunce dei fenomeni di usura. Se tra qualche mese avremo davvero più denunce, sarà perché saremo riusciti a far breccia nel muro di silenzio che oggi rende difficile la vita alla magistratura e alle forze dell’ordine. Sappiamo tutti che i reati di estorsione e usura sono i più difficili da fronteggiare, per il muro di paura e omertà che spesso caratterizzano i contesti nei quali si presenta il fenomeno».

Racconta Tano Grasso, presidente nazionale associazione anti-racket: «Sono oltre vent’anni che lavoro in questo campo. Ma non c’è una parola magica per contrastare i fenomeni di usura. E’ un lavoro fatto di rapporto diretto con le persone. Anche nei posti dove si discute di più di estorsioni subite, la denuncia è sempre un “fatto d’élite”. Parliamo di un fenomeno “sommerso”. L’Irpinia non conosce le asperità di province come Napoli e Caserta, ma comunque si deve intervenire. Perché i segnali ci dicono che lavoriamo su un terreno che esiste».

Continua Grasso: «Vogliamo far percepire ai commercianti, la salda alleanza fra le associazioni e istituzioni. L’associazione antiracket lavora in sinergia con Prefetto e forze dell’ordine. Offriamo ai nostri colleghi di Avellino uno strumento nuovo: uno sportello per denunciare gli episodi di usura subiti. E’ gestito da altri imprenditori e commercianti che hanno costituito l’associazione anti racket. Non sono più poliziotti e carabinieri a dire: denunciate! Ma altri commercianti che hanno già subito episodi d’usura e hanno avuto il coraggio di denunciarli».