Sabato pomeriggio, in veste di allenatore, la Salernitana ritroverà Alessandro Calori, protagonista in positivo della rinascita di una squadra che, pur ultima in classifica, non ha nessuna intenzione di mollare come dimostrato dai due pareggi in rimonta conquistati in trasferta contro Ascoli e Spezia. In carriera Calori è stato un arcigno difensore e, per anni, ha ben figurato in serie A disputando una serie di campionati di ottimo livello indossando anche maglie importanti. Nella stagione 1998-99, quando la Salernitana era in massima serie, scese in campo nella famosa sfida tra Udinese e Perugia, con i bianconeri che si giocavano l'accesso alle coppe europee e i biancorossi, sin lì molto vulnerabili in trasferta, ad un passo dalla retrocessione diretta. Mentre i granata battevano al 90' il Vicenza alimentando le speranze di permanenze in categoria, al "Friuli" accadeva l'incredibile: il Perugia vinceva 2-1 anche grazie ad una serie di errori difensivi dei padroni di casa e si portava a 39 punti, due in più della Salernitana ad una giornata dalla fine.
Fu, quella, una partita particolarmente chiacchierata, un risultato ritenuto clamoroso e che, indirettamente, condannò i ragazzi di Oddo al ritorno in serie B anche causa del rigore netto non fischiato da Bettin a Piacenza al 96'. A fine stagione esplose il cosiddetto "caso Famiglia Cristiana", con un calciatore che ammise di aver venduto una partita chiedendo perdono divino. Ancora oggi non si sa di quale gara si trattasse, tutte le accuse si dimostrarono infondate, almeno per chi ebbe il compito di indagare e approfondire.
Le indagini non hanno mai appurato di chi giocatore si trattasse e quale partita fosse stata "truccata", ma in tanti furono interrogati per diversi mesi senza riuscire a risolvere la querelle. Tra questi anche Alessandro Calori che, stando a quanto riportato in un articolo pubblicato sul sito Laziowiki.org, dichiarò quanto segue: "Sono cattolico, ma non leggo "Famiglia cristiana" e non ho scritto alcuna lettera. Adesso basta, non parlerò più finchè giocherò al calcio". Aliberti replicò così: "Guariniello mi ha detto che andrà a fondo e scoprirà cosa c'è dietro. Sospetti? Ho parlato di quello che ho letto sui giornali, di 5-6 gare di serie A. Siamo stati retrocessi per un punto, dovevo parlare per tutela della società e dei 4 morti avuti fra i nostri tifosi". Ipotizza: "Ho dei sospetti: credo che dietro quella lettera ci sia qualcosa di più grande, manovre, pressioni, minacce, messaggi trasversali. Strano che questa lettera compaia proprio a ridosso del campionato. Scommesse? Chi lo sa, chi può escluderlo?". Tutto fu archiviato e non ci furono nè condanne, nè condannati, addirittura qualcuno sostenne che quella lettera non sia mai stata scritta da nessuno e che fu una manovra mediatica per gettare ombre sulla regolarità di un campionato che, di vicende particolari (ricordate il caso Tuta?), ne ha vissute davvero tante. Per la cronaca il Milan, vincendo a Perugia all'ultima giornata, si consacrò campione d'Italia a scapito della Lazio che, ironia della sorte, vincerà lo scudetto l'anno dopo grazie alla concomitante e incredibile sconfitta della Juventus a Perugia: gran gol di Alessandro Calori, acquistato dall'Udinese.
Gaetano Ferraiuolo