Napoli

 

di Siep

 

Un'altra ragazzina coinvolta nello spaccio di droga al Pallonetto di Santa Lucia. Aiutava così sua madre. Ha solo 17 anni e consegnava droga del clan Elia assieme alla sorellina di 7 anni.

La ragazzina è stata arrestata la scorsa notte, sotto accusa per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti «poiché partecipava a tutti gli effetti - secondo gli inquirenti - alla gestione della piazza di spaccio, sia vendendo le dosi che consegnandole a domicilio. E, in carcere, è finito anche il figlio di un esponente di spicco della criminalità, lo stesso che eseguì una “stesa” in via toledo il 7 settembre 2016. E che, si scopre adesso, aveva ordinato l’incendio dello scooter di una donna che non pagava il “pizzo” per l'attività spaccio quando  aveva solo 15 anni.

 

Insomma un nuovo capitolo della triste storia di infanzia offesa, mutilata, avviata al crimine. Quella dei bambini usati come pusher o sentinelle per controllare gli accessi al Pallonetto invece di  trovarsi tra i banchi di scuola o a giocare con i coetanei nel cortile di casa. Così dopo il blitz antidroga del 17 gennaio che ha decapitato il clan Elia portando in carcere 43 tra capi e gregari, c’era stato l’intervento del tribunale per i Minorenni di Napoli che ha sottratto sei bambini ai loro genitori camorristi. Si tratta di sei minori che venivano utilizzati dai genitori nel confezionamento della droga, nella consegna delle dosi e nell’occultamento anche personale delle bustine di cocaina.

I sei piccoli – età compresa tra i tre e i quattordici anni – sono stati affidati a case famiglie che si trovano lontano dalla Campania, nel Nord Italia. Tra di loro c’è anche una bambina di otto anni, ripresa dalle telecamere nascoste degli inquirenti mentre confezionava le dosi, e l’adolescente di 12 anni che aveva il compito di consegnare la coca a domicilio, muovendosi in motorino per la città.