di Simonetta Ieppariello
Settecento famiglie che aspettano la casa. I cantieri di edilizia pubblica fermi al palo, da tempo. Otto mega strutture che avrebbero dato dignità e decoro ad oltre tremila famiglie.
Lavori fermi, bloccati, tra lentezze, burocrazie e la rabbia che sale.
Poi c’è la graduatoria delle assegnazioni, che non scorre ormai da tre anni. Inquilini in rivolta ad Avellino, le questioni della casa che cade a pezzi o che non c’è al centro del confronto pubblico, voluto dal presidente di Assocasa, Elio Amodeo, che invoca dignità e giustizia per chi vive sotto quel lungo tetto d’amianto, che copre case baracche venute su per risolvere l’emergenza del terremoto dell’ottanta e rimaste unico ricovero per chi altro, di fatto, non ha. Oggi la riunione al circolo sociale della Stampa, al corso Vittorio Emanuele, dove si sono riunite storie e volti, disperazione e rabbia di chi una casa ce l’ha ma praticamente è una bara d’amianto o chi l’aspetta da anni, anche su una sedia a rotella tra pensione ridotta e tanti dolori. Eccolo Generoso, paralizzato da cinque anni per una malattia degenerativa che lo costringe alla sedia. La diagnosi tanti anni fa, il progredire di quella malattia, che giorno dopo giorno ha trasformato la sua vita, il suo tempo, i suoi giorni fino a costringerlo su quella sedia.
Questa è la storia di un uomo, che ha gli occhi lucidi e si vergogna a raccontarla, quando ripercorre le fasi del suo male, dalla diagnosi al progredire inesorabile, tra mille disagi e l’impossibilità di una cura.
«Mi aiuta mio figlio, chi mi vuole bene - racconta -. Altrimenti non potrei andare avanti. E’ tutto troppo difficile. Pago seicento euro di fitto e la mia pensione, di fatto, è poco di più. Come andare avanti così?. Perchè le case sono pronte per essere completate ma viviamo di stenti e al limite. La mia vita è ogni giorno più difficile. Il progredire della malattia è continuo. Chiedo solo un pò di dignità, decoro. Non una reggia, due stanze dove poter tirare avanti senza essere un peso per nessuno». Un coro unico di voci diverse che arrivano dalla periferia dimenticata, che parlano di disperazione e degrado. Da Bellizzi a Valle, fino ad arrivare a via Imbimbo. Ci sono molti malati d'asma tra gli inquilini di quei cubi di rivestiti d'amianto. La denuncia di Elio Amodeo è sempre stata forte, perchè venissero abbattute quelle che ha ribattezzato bare. Degrado, topi, tetti rotti e pareti che cadono a pezzi. La periferia non cambia da punto a punto della città. Nessuno sconto. Quattrograne Ovest terra di nessuno. C'è un'anziana, Dora, che terrorizzata e un pò a stento ci racconta cosa significhi vivere con i topi, dover tentare di difendersi dai ratti che corrono e arrivano dentro le case. Storie di ordinario degrado direttamente dalla città, che arrivano dritte al cuore. Appelli al sindaco Foti perchè si faccia qualcosa. E subito.