di Andrea Fantucchio
«Abbiamo iniziato questo percorso tempo fa, con l'associazione Libera. Ora siamo qui con gli studenti avellinesi, per non dimenticare. Grazie al permesso del presidente del tribunale, una delegazione di studenti potrà assistere al processo dell'Isochimica. Abbiamo chiesto a questi giovani di scrivere su blog e sito quello che ascolteranno. Per divulgare un dramma che non deve mai più ripetersi». Ascoltiamo Antonio Di Gisi, dell'associazione Libera di Avellino, poco prima dell'inizio dell'udienza di questa mattina. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video)
Udienza che rientra nel maxi-processo iniziato dopo anni e anni di attesa.
Dice Antonio: «La presenza di questa mattina è una scelta di coerenza. Un percorso iniziato col concorso, "Occupiamocene". Continuato l'anno scorso quando abbiamo portato delle rose all'ingresso dell' ex Isochimica a Pianodardine. Per ricordare le vittime dell'amianto e soprattutto della speculazione. Vogliamo sensibilizzare le nuove generazioni, rendendole protagoniste. Assistere al processo, parlare con gli operai, permette loro di conoscere realmente un dramma come quello dell'Isochimica. E divulgandolo diventano garanti del futuro della nostra società».
Emozionate le parole di un altro ragazzo: «Ho parlato con gli operai, le loro storie sono davvero colme di sofferenza. Impossibile credere che abbiano vissuto una situazione simile. Avvelenati sul lavoro. E nessuno, per così tanti anni, li ha ascoltati. E' un onore essere qui».
Un progetto, quello di Libera, che si incrocia con l'iniziativa, "Scuola di legalità", della Luigi Amabile. Una serie di incontri che ha già portato ad Avellino diversi rappresentanti del mondo delle istituzioni e della lotta al crimine.
Profili di spessore come il vice-capo della polizia, Matteo Piantedosi, o il riferimento della DDA, Francesco Soviero. Senza dimenticare il prete anti-camorra don Luigi Merola. Grazie alla preside dell'Amabile, Antonella Pappalardo e alla professoressa, Serafina Trofa.