27 febbraio 2011, praticamente un anno fa. Una Salernitana in crisi societaria e reduce dalla sconfitta di La Spezia si preparava ad affrontare in casa la Spal senza un presidente al timone e con il rischio concreto di fallire a fine stagione. Al termine di una settimana convulsa, contraddistinta dall'addio al veleno di Joseph Cala dopo appena 15 giorni di presidenza, la formazione di Breda si ritrovava ad affrontare una Spal in lotta per la promozione diretta, battuta all'andata al 90' grazie ad una prodezza di Litteri e desiderosa di ben figurare in uno stadio prestigioso. "Sarò in curva con gli ultras, quando faccio una promessa la mantengo sempre. La nostra squadra ha i migliori giocatori e il miglior allenatore, ha tutte le carte in regola per conquistare la serie B al di là delle penalizzazioni che potrebbero arrivare. I nostri obiettivi sono importanti, Breda avrà libertà assoluta di scegliere la formazione e i nostri campioni scenderanno in campo sereni perchè saranno tutti pagati nel prossimo fine settimana" diceva in conferenza stampa Cala pochi giorni prima della gara, salvo poi tirarsi indietro ufficialmente per accordi tra la squadra e Lombardi dei quali non era a conoscenza.
In un clima surreale, la Salernitana scese comunque in campo per onorare la maglia iniziando, come detto, un'avventura che resterà per sempre nel cuore di una città che spinse il cavalluccio marino fino alla finale col Verona. Quel pomeriggio, in realtà, l'Arechi era praticamente vuoto: appena 2800 spettatori, tifo freddo, tanta paura per un futuro nebuloso e la consapevolezza che solo la promozione poteva cambiare il destino della società, altrimenti destinata al dilettantismo. Fava e compagni dominarono dal primo al novantesimo, vincendo meritatamente per 3-0: rete di Carrus su rigore al 32' del primo tempo, magistrale doppietta di Fabinho nella ripresa, un successo che proiettò i granata in zona play off e che restituì un pizzico di serenità a tutto l'ambiente. Mentre Nicola Salerno esultava in lacrime sotto la curva, lo stadio assumeva un atteggiamento particolare: la gioia del trionfo veniva mitigata dalla paura che tutto potesse essere inutile, che i titoli di coda erano ad un passo a prescindere dai risultati sportivi.
In sala stampa toccò all'amministratore unico Loschiavo fare il punto della situazione: "In questo momento si sta lavorando sui numeri. A giorni saremo pronti con lo stato patrimoniale e dopo potremo iniziare le trattative per la cessione. Mi sono preso la responsabilità di diventare Amministratore Unico, perché penso che la Salernitana possa salvarsi. I suoi debiti sono pari a quelle di molte altre società, ma rispetto a queste, ha una valenza diversa, in quanto è una piazza importante che risponde. Nel giro di due o tre settimane penso si potrà arrivare al passaggio di proprietà. Lombardi vuole chiudere questo capitolo, in sei anni ci ha messo tanti soldi". Da quel momento in poi si passò dal ciclone Cala alla telenovela mister X, con il commericalista salernitano Antonio Sanges che entrò ufficialmente in scena trattando con i vari investitori. Come ricorderete, il passaggio a Casale sfumò in extremis ed altri potenziali acquirenti furono frenati dalla sentenza del tribunale di Napoli che vietavava l'utilizzo dei beni immateriali della Salernitana Sport acquisiti un anno prima a mezzo asta dall'Energy Power di Antonio Lombardi. Chissà se, dopo quel 3-0, ci si aspettava di tornare in B con una società così solida in pochissimo tempo. Chissà quanto sarà strano ritrovare, nonostante i successi recenti, lo stesso clima di malcontento 6 anni dopo...
Il tabellino di quella gara:
SALERNITANA (3-4-3): Caglioni; Accursi, Jefferson, Balestri; D’Alterio, Carcuro, Carrus, Pippa; Fabinho (44° s.t. Szatmari), Fava (35° s.t. Montalto), Ragusa (25° s.t. Aurelio). A disposizione: Iuliano, Legittimo, Russo, Falzerano. Allenatore: Breda.
SPAL (4-2-3-1): Ravaglia; Ghetti, Zamboni, Battaglia, Smit; Coppola, Migliorini (21° s.t. Bedin); Melara (32° s.t. Martins), Corsi (35° s.t. G. Rossi), P. Rossi; Volpe. A disposizione: Capecchi, Bortel, Pallara, Albini. Allenatore: Remondina.
Arbitro: Luca Pairetto di Nichelino (Liberto, Raffaelli)
Marcatori: Carrus rig. al 32° p.t, Fabinho al 16° s.t. ed al 28° s.t. Angoli: 2-3. Ammoniti: Zamboni (SP), Accursi (SA), Battaglia (SP) Espulso: Coppola (SP)
Spettatori 2800 circa
Gaetano Ferraiuolo