Napoli

Due anni di indagine, ma l'osservazione è durata in realtà quattro mesi continui ed è durante queste ore che i carabinieri hanno appurato che il meccanismo dellla falsa attestazione delle presenze era talmente rodato da segnare al marcatempo per errore anche quelli che stavano in ferie. Il che costringeva poi qualuno degli indagati ad accedere illecitamente al data base dell'ospedale per correggere la svista.

E' uno dei dettagli dell'inchiesta sui furbetti del cartellino all'ospedale Loreto Mare di Napoli rivelati dal colonnello Vincenzo Maresca del Nas di Napoli durante un intervento in tv a L'arena su Rai uno. Un dettaglio inquietante che mostra come quella di marcare il badge per i colleghi assenti fosse ormai una prassi consolidata all'interno dell'ospedale.

Domani il gip Pietro Carola riprenderà gli interrogatori di garanzia dei 55 arrestati. I primi sette indagati (94 in tutto), sono stati sentiti sabato e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il dottor Tommaso Ricozzi detto Tommy invece, 60enne dirigente medico della radiologia, uno dei nomi eccellen ti coinvolti nello scandalo, contattato da Repubblica ha risposto: "è tutto un equivoco, un attacco mediatico". Il medico è accusato di andare a giocare a tennis nelle ore in cui doveva risultare a lavoro. Ricozzi, come altri medici della struttura, è indagato anche per la truffa del doppio lavoro nel pubblico e nel centro diagnostico privato di famiglia. Per lui una indennità in esclusiva di oltre 140 mila euro all'anno.

Sulla vicenda degli assenteisti del Loreto Mare di Napoli "rimane una domanda. Tre anni di indagini: e la direzione dov'era in tutto questo tempo?". Lo chiede il segretario generale Cgil Susanna Camusso, a margine di un convegno a Milano. Intanto domani mattina è anche annunciata una manifestazione di protesta all'esterno del Loreto Mare, da parte di precari della sanità. Con loro ci sarà il consigliere regionale Francesco borrelli accompagnato dai giovani medici che3 attendono da anni una stabilizzazione.