Napoli

“Non sono un vigliacco”. Lo ha ripetuto due volte nella breve lettera che ha lasciato alla famiglia prima di stringersi una corda al collo e farla finita. Espedito Ferrara, imprenditore 54enne napoletano, è morto poco dopo le 20 di ieri. Schiacciato dai debiti si è ucciso perché non riusciva più a vedere una soluzione per far quadrare i conti della sua piccola azienda, un negozio di articoli sportivi a Fuorigrotta dove vendeva soprattutto merchindising del Calcio Napoli. Poche settimane fa un decreto ingiuntivo da parte di uno dei fornitori è arrivato a far traboccare il vaso. “Troppe umiliazioni, non ce la faccio più. Amo la vita ma questa non è più vita. Ho sempre aiutato gli altri e non meritavo tutto questo”. Nella lettera ha chiesto perdono alla moglie e ai figli. Figli adulti ormai, ai quali l'imprenditore lascia il compito di occuparsi della madre.
Quando e? arrivata l'ambulanza del 118, Espedito era gia? morto.

Quello del commerciante napoletano è l'ennesimo suicidio economico in una regione, la Campania, che detiene il triste record nazionale. Nel 2016 si sono registrati più di 85 suicidi per motivazioni economiche con una netta inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti quando era il veneto ad avere questo terribile primato.

Oggi invece il quadro appare decisamente trasformato, con la maggior parte dei suicidi avvenuti nelle regioni del Centro Italia (27,2%) e il Sud al 25,9%. In sensibile diminuzione sia il Nord Est che il Nord Ovest, rispettivamente con il 17,3% e 16%, mentre il dato cresce nelle Isole, ora al 13,6%, con un forte incremento in Sicilia”.

Tra le province più colpite Venezia, Padova, Napoli, Salerno e Treviso. E solo nella provincia di Napoli sono più di 60 i lavoratori che negli ultimi tre anni si sono tolti la vita e altri 200 quelli che hanno tentato il suicidio sempre per motivazioni legate alla perdita di lavoro o ai debiti.

E sempre in Campania, secondo i centri di psicopatologie del lavoro delle Asl, sarebbero almeno 2mila i precari, cassintegrati, licenziati, che hanno contratto la depressione e sono attualmente in cura presso le strutture sanitarie.