Salerno

Il calcio è un gioco molto più semplice di quanto non lo dipingano gli addetti ai lavori. Talvolta gli allenatori, per prendersi più meriti di quanti non ne abbiano, antepongono alla bravura dei singoli presunte alchimie tattiche che non fanno altro che penalizzare la squadra e, spesso, mandare in confusione gli stessi calciatori. Sannino e Bollini non si sottraggono alla regola e hanno avuto un grande demerito: quello di separare una coppia che aveva garantito gol a grappoli l'anno scorso. Certo, il posto in campo va guadagnato con fatica e sudore anteponendo a tutto l'interesse della squadra, ma quando una società blinda due giocatori rifiutando offerte anche milionarie è quasi obbligatorio ripartire da loro. Invece Coda e Donnarumma hanno giocato assieme sporadicamente, con l'ex Teramo costretto ad adattarsi in un ruolo non suo così come accaduto con Torrente l'anno scorso. Un equivoco tecnico-tattico incomprensibile, un modo per complicarsi la vita e per favorire indirettamente gli avversari. Ieri, sotto di un gol in casa e contro una Spal imbottita di seconde linee, non è possibile mantenere la difesa a 5 fino al 76' concedendo a Donnarumma appena 14 minuti, un atteggiamento che rischia di svalutare l'atleta anche dal punto di vista economico.

Non è un caso che Coda sia tornato al gol dopo quasi 600 minuti con accanto il suo partner calcistico ideale e anche nel match d'andata i due si erano mossi benissimo mettendo in crisi la difesa estense. Considerando che Joao Silva, Sprocati ed Improta, le uniche alternative a disposizione, non hanno grande confidenza con il gol, questa Salernitana così abulica in avanti può permettersi di tenere in panchina Donnarumma? Sia chiaro: il bomber napoletano, quando chiamato in causa, non sempre ha risposto presente e talvolta la sua performance è stata scandita dai fischi del pubblico, ma per un attaccante è fondamentale giocare con continuità, nel ruolo naturale e avvertendo la fiducia dello staff tecnico. Se poi sta indicendo il discorso rinnovo, lo dicano tutti chiaramente. Viceversa si potrebbe pensare che i due attaccanti siano stati sopravvalutati: a questo punto l'errore è stato quello di non acquistare sul mercato una punta che potesse fare concorrenza garantendo esperienza, gol e qualità. C'era stata una trattativa con Ardemagni, Granoche si era proposto un giorno sì e l'altro pure, ma gli attaccanti forti costano e la società ha investito...trattenendo chi c'era già. A Bollini il compito di non complicarsi ulteriormente la vita e di ripartire da quelle poche certezze che ha...

Gaetano Ferraiuolo